Esce oggi Un atto di rivoluzione, il nuovo singolo di Diodato, atteso da un tour che partirà domenica 6 ottobre a Milano al Teatro Arcimboldi.
Dici Diodato ed è subito poesia. Un atto di rivoluzione è proprio un inno al romanticismo e al racconto delle emozioni, sempre meno diffuso a vantaggio di un mondo fatto di sola apparenza.

Il testo di Un atto di rivoluzione è denso di significato e parte subito con una domanda esistenziale: c’è ancora posto per Dio in questa società? Ormai sarà stanco anche lui di osservarci rovinare il mondo. È praticamente un dialogo tra due persone quello che si ascolta nel brano di Diodato. Di fronte all’obiezione per cui non abbia più senso ricominciare, poiché è troppo tardi, ecco la soluzione: la vera rivoluzione è raccontarsi le emozioni. Ricominciamo da lì, ci scopriremo meno soli di quanto non si possa credere.
Diodato lascia dunque sfogare l’immaginazione perché possa essere uno slancio verso una vita nuova e rivoluzionaria: la trasgressione diventa credere nei sentimenti ormai.
Un atto di rivoluzione è un motivo per cui credere quindi nella poesia della vita e anche nella bella musica. La melodia che accompagna Diodato infatti è accogliente, con un ritornello che come di consueto va ad elevarsi. Non solo: Diodato è ormai l’unico rimasto a cantare melodie senza avere un minimo intreccio con il rap. Cantautore musicista fino in fondo. Voto 8. Ecco qui sotto video e testo di Un atto di rivoluzione.
Massimiliano Beneggi
Che fine ha fatto Dio? Quell’eminenza spaziale forse sta dietro la luna e resta lì a guardare
Che ormai non sa più che fare, ormai non sa più che farne di noi
Dici va bene lo stesso, che si può sempre sognare, ti prego spegni la luce non voglio più pensare. Smetti di immaginare, a cosa serve tutto questo immaginare? È troppo tardi adesso per ricominciare
Lo so sono soltanto altre parole disperse tra miliardi di persone, ma forse raccontarsi un’emozione è ancora un atto di rivoluzione
È vero, serve il male per definire il bene, basta far finta di niente e poi espiare le pene, che non c’è niente che possa fare, siamo animali incapaci di imparare.
È troppo tardi adesso per ricominciare
Lo so sono soltanto altre parole disperse tra miliardi di persone, ma forse raccontarsi un’emozione è ancora un atto di rivoluzione
Che non è vero che sei solo, non è vero. Non è vero che sei solo, non è vero.
Lo so che questa è solo una canzone, davanti a un grande muro di dolore
ma forse raccontarsi un’emozione è ancora un atto di rivoluzione
Ma forse anche cantare un’emozione è ancora un atto di rivoluzione
