Liam Payne, ex membro degli One Direction, è stato trovato morto a soli 31 anni, caduto dal terzo piano di un hotel a Buenos Aires.
Negli ultimi giorni il nome del cantante era tornato attuale tristemente per diverse accuse. Da una parte un atteggiamento giudicato irrispettoso da parte di Payne al concerto del collega Niall Horan, dall’altra le insinuazioni ben più gravi della sua ex compagna Maya Henri.

La ventitreenne modella, ha pubblicato recentemente un romanzo esplicitamente ispirato a una storia vera. Non è difficile intuire che ci sia molto più che qualcosa di autobiografico in quel romanzo, visto che narra di una modella fidanzata con un cantante depresso perché la sua carriera è in stallo. Un uomo addirittura violento, tanto da provocare un aborto alla donna.
Sui social era partita la gogna mediatica ai danni di Liam Payne, che stasera però ha lasciato la vita terrena. Dal 2016 aveva iniziato una carriera da solista.
Payne aveva debuttato come cantante con un provino come artista solista per il talent show britannico The X Factor nel 2008 con Fly Me to the Moon di Frank Sinatra. Sebbene scartato da Simon Cowell, Payne, che all’epoca aveva 14 anni, fu incoraggiato a ripresentarsi qualche anno più tardi. Ripetè l’audizione nel 2010, presentandosi alle audizioni con il brano Cry Me a River. Non riuscì a qualificarsi ai Bootcamp: i giudici decisero di unire lui e altri quattro ragazzi eliminati, Niall Horan, Louis Tomlinson, Harry Styles e Zayn Malik, in modo che possano partecipare sotto la categoria “Gruppi”. Nacquero così gli One Direction che dopo essersi classificati terzi cominciarono una carriera di enorme successo: cinque album promossi in quattro tour mondiali vincitori, tra gli altri premi, di sette BRIT Award e quattro MTV Video Music Awardse, sette American Music Awards.
Payne aveva lavorato anche indipendentemente sotto gli pseudonimi Big Payno e Payno creando remix per canzoni per sé e per la cantante Cheryl.