È morto Mario Tessuto. Aveva 81 anni, si è spento a Vigevano in seguito a problemi cardiaci di cui soffriva da tempo. Era il cantante di Lisa dagli occhi blu.

Nato in provincia di Caserta, figlio di una coppia di operai, si trasferì con la famiglia a Milano, dove terminò gli studi di ragioneria e aprì un salone da barbiere.

Appassionato di musica, grazie all’amicizia con Livio Macchia, cantante e chitarrista dei Camaleonti, incominciò ad esibirsi dal vivo e venne notato da Miki Del Prete, collaboratore di Adriano Celentano, che gli propose un contratto con l’etichetta del Molleggiato, il Clan Celentano.

Cambiò il proprio cognome scegliendo il nome d’arte di Mario Tessuto, ma durante la durata del contratto non incise nessun disco; passò allora prima alla Jaguar Records (portatovi da Ricky Gianco, conosciuto al Clan) e poi alla CGD, con cui riuscì a partecipare al Cantagiro 1966 con Teen agers concerto; incise anche una cover di Love me, please love me di Michel Polnareff. Il complesso che accompagnò in tante esibizioni Mario Tessuto era “Mario Tessuto e i Suoi Filati”.

Tessuto incominciò a farsi notare soprattutto con il ritorno alla stessa manifestazione due anni dopo: al Cantagiro 1968 presentò Ho scritto fine, brano scritto da Don Backy, che venne anche eseguito durante la trasmissione televisiva Settevoci.

Il grande successo arrivò nel 1969 con Lisa dagli occhi blu, canzone scritta da Giancarlo Bigazzi e composta Claudio Cavallaro. Il brano, secondo classificato a Un disco per l’estate, diventò in breve tempo una delle hit dell’anno, oltre che uno dei brani simbolo degli anni sessanta, e da essa venne anche tratto un omonimomusicarello, diretto da Bruno Corbucci; rimase in classifica tra i primi dieci per quindici settimane, restando al primo posto due settimane dal 16 al 23 luglio e ritornandoci per altre quattro settimane dal 20 agosto al 10 settembre

Nello stesso anno venne anche pubblicata Nasino in su, scritta sempre da Bigazzi e Cavallaro che, pur entrando in hit parade, non ripeté il boom del 45 giri precedente, così come Blu notte blu, scritta da Mogolper il testo e da Mario Lavezzi per la musica; venne comunque anche pubblicato un album.

L’anno successivo partecipò al Festival di Sanremo in coppia con Orietta Bertipresentando Tipitipitì, con poca fortuna; il 1970 fu anche l’anno in cui prese parte alla celebre cavalcata da Milano a Romaeffettuata da Mogol e da Lucio Battisti(amico di Tessuto) dal 21 giugno al 26 luglio, con l’incarico di effettuare le riprese (che vennero sonorizzate in seguito da Battisti nello studio casalingo di Tessuto).

Nel 1971 con la canzone Se torna lei fu di nuovo in gara a Un disco per l’estate, manifestazione che lo vedrà ai nastri di partenza anche nel 1972 con Un attimo del giorno, e nel 1973 con Giovane amore, ma soltanto in quest’ultimo caso riuscirà a superare la fase eliminatoria del concorso e a partecipare così alle semifinali di Saint Vincent.

Nel corso degli anni settanta si dedicò all’attività di autore per altri interpreti: nel 1976 scrisse per Loredana Bertè Meglio libera (in collaborazione con Daniele Pace e Oscar Avogadro per il testo e con Umberto Napolitano per la musica) e nel 1984Utopia per Pascal.

Nel 2019 Mario Tessuto pubblicò in duo con la moglie Donatella l’album Una storia senza tempo per la storica etichetta milanese SAAR Records. Il CD contiene 12 brani arrangiati da Gerardo Tarallo che nel 2000 aveva già realizzato per Mario l’album Napoli… paese mio. Prodotto da Roby Matano, Carlo Fontana e dallo stesso Tarallo, il CD uscì il 21 giugno.

Partecipò ad una puntata del gioco Soliti ignoti – Identità nascoste di Rai 1 ove doveva essere riconosciuto tra altre sette identità.

Mario Tessuto continuò l’attività concertistica fino al 2021, incidendo brani in collaborazione con Donatella ed esibendosi soprattutto nei mesi estivi con le sue canzoni. In seguito si ritirò a vita privata per dedicarsi esclusivamente alla famiglia e alle passioni personali, tra cui la cucina e il giardinaggio

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