E’ in scena fino al 6 gennaio 2025, al Teatro Carcano di Milano, Dirty Dancing di Eleanor Bergstein (produzione Karl Sydow con Lions Gate Films e Magic Hour Productions). Due atti, durata 120 minuti compresa pausa di venti minuti. Ecco la recensione.

IL CAST

Gabrio Gentilini, Vanessa Innocenti, Marta Melchiorre, Simone Pieroni, Laura Amodeo, Alice Mistroni, Silvano Torrieri, Edoardo Piacente, Robert Ediogu, Paky Vicenti, Jose Dominguez, Matteo Fresch, Renato Cortesi, Lorenzo Belviso, Annamaria Schiattarella, Erika Mariniello, Chiara Allegro, Martina Peruzzi. Regia di Federico Bellone e Chiara Vecchi; , scene di Clara Abbruzzese, costumi, acconciature e trucco di Chiara Donato, disegno luci di Valerio Tiberi, disegno fonico di Poti Martin. Consulente musicale è il maestro Giovanni Maria Lori. 

IL TARGET

Dai 16 anni in su

LA TRAMA

Frances, detta Baby, è una adolescente cresciuta in una famiglia conservatrice e attenta ai valori. Il padre, medico, stravede per lei al punto da esserle spesso complice in segreto dalla madre. In un’estate degli anni’60, Baby si trova in un villaggio vacanze insieme ai suoi genitori e alla sorella, più esuberante di lei e superficiale. Entrambe trovano subito ragazzi pronti a corteggiarle: Baby è particolarmente attratta da una compagnia di gente più grande, specie dalla coppia di insegnanti di ballo, Johnny e Penny. La ragazzina vorrebbe fare parte di questo gruppo, ma viene subito guardata con sufficienza per la sua età e l’ingenuità che sembra mostrare. Un episodio, però, farà mutare opinione su di lei. Quando scopre che Penny è stata messa incinta da Robbie, uno dei camerieri che corteggia anche sua sorella, ecco infatti che Baby chiede al padre un mucchio di soldi senza confessare a cosa serviranno. Con quella cifra, Penny potrà abortire illegalmente, ma quando il padre lo scoprirà il rapporto tra genitore e figlia cambierà. A peggiorare le cose, sarà l’innamoramento tra l’aitante Johnny e Baby, scelta dalla stessa Penny come sua sostituta per la serata di ballo. La differenza di età spaventa tutti, tranne Baby perché come noto…nessuno può mettere Baby in un angolo…

LA MORALE

Il coraggio e la speranza negli altri sono qualità che spesso possediamo ma non sappiamo di possedere, perché a volte quello che ci manca è la fiducia in noi stessi. È il mondo intorno a noi a farci notare quanto siamo importanti e cosa sappiamo fare, tocca al nostro animo capire che tutto ciò sia vero, specie in una società in cui i complimenti non vengono regalati da nessuno. L’amore, come diceva anche Francesco Alberoni, non ha età e ha un motivo d’essere in qualunque momento della vita: sbagliato, quindi, immaginare che i più piccoli non abbiano nulla da insegnarci nella vita. Il padre di Baby lo sa bene: a volte, per fare del bene, si può commettere anche qualche errore…

IL COMMENTO

Una voce fuori campo, a inizio spettacolo, per scoraggiare il deprecabile uso dei cellulari in sala annuncia: “Negli anni ’60 non esistevano gli smartphone”. In effetti è così, ma c’è di più: abbiamo ormai superato di quasi 40 anni persino l’epoca in cui uscì la celebre pellicola (1987) con Patrick Swayze e Jennifer Grey. Eppure, proprio la scelta di fotografare un decennio già passato, divenne la scelta vincente di Dirty Dancing, che racconterà sempre una trama avvincente e tutto sommato attuale. Di proibito ormai non esiste più nulla nella società di oggi, figurarsi i balli e gli innamoramenti tra persone di età molto differenti: almeno i valori, però, di coraggio, fiducia e attenzione agli altri, continuano per fortuna a essere quelli. Per questo le emozioni sono ancora potentissime, specie nel finale: dopo tanto divertimento (la versione teatrale, inevitabilmente, rischia sempre di vedere alcune scene interpretate dal pubblico con una smaniosa quanto irritante voglia di ridere anche laddove non è previsto), il finale regala sempre commozione e molti applausi. Adattamento che conserva più prosa che musical, ma laddove si balla non si può ballare dall’altrettanto talento dei protagonisti in scena. La colonna sonora mette ancora i brividi.

IL TOP

L’entusiasmo che si sprigiona sull’attesissima (I’ve Had) The Time of My Life è frutto dell’emozione creata nel corso della serata da ballerini e attori formidabili, su tutti Gentilini e Innocenti, che entrano nelle parti di Johnny e Baby catturando l’attenzione per espressività, simpatia, ironia e grandi numeri di danza. C’è molta tenerezza che traspare nella caratterizzazione di questi personaggi. La nuova versione teatrale di Dirty Dancing è uno dei prodotti più internazionali che si siano mai visti negli ultimi anni in casa nostra: piace poter sottolineare quindi un cast di giovani attori e ballerini italiani di cui raramente si sente parlare in televisione o sui social, ma che hanno molto da raccontare.

LA SORPRESA

Nei musical è già più che conosciuta, ma Marta Melchiorre (Penny) anche nei ruoli da co-protagonista riesce a emergere con grande talento. Ha uno stacco di gamba da non avere nulla da invidiare alla Heather Parisi degli anni d’oro: uno spettacolo solo a guardarla, chiaramente grazie a tanto studio e impegno sviluppati negli anni. Un plauso anche a Laura Amodeo, ironica e brillante nel ruolo della sorella di Baby. Il finale dello spettacolo è tutto un’esplosione di sorprese, con l’intero cast che si unisce alla platea: la presa in aria di Gentilini sulla Innocenti che sembra volare, fa sognare il pubblico commosso.

Massimiliano Beneggi

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