Ora o Mai Più, alla seconda puntata di questa terza edizione, conferma le aspettative: un programma che serve ai coach per mettersi in mostra più che ai concorrenti per riemergere. C’è qualche eccezione, ma la filosofia del programma già insita nel suo titolo sembra destinata delegittimare più che incoraggiare i suoi protagonisti.

Dopo il debutto della prima puntata, l’assestamento è fatto e la gara entra nel vivo.

Gli applausi per Gigliola Cinquetti e Pierdavide Carone che duettano in Alle porte del sole, si riveleranno gli unici sinceri della prima manche. Carone è intenso e ha personalità: quella che un po’ manca a Valerio Scanu, bravissimo e intonato ma un po’ privo di carattere. C’è da ammettere non essere facile per Scanu cantare al fianco di una forza della natura come Rita Pavone, la grinta per eccellenza. Approvazioni anche sul duetto di E dimmi che non vuoi morire, dove Pago pur influenzato incanta ma nessuno ha il coraggio di ammettere che la canti molto meglio lui di Patty Pravo. La bionda platino non ha più voce e lo confermerà più tardi nel duetto de La bambola con Riccardo Fogli, che si divertirà a imitare la ex fidanzata storica.

A proposito di Fogli, che non sappiamo più se considerare un Pooh o un infiltrato della band, c’è da dire che lui di voce ne ha ancora da vendere e fa sempre bellissima figura. I colleghi coach lo accusano di non fare adattare i propri brani al concorrente, Anonimo Italiano (di nome e di fatto) e di cantare troppo lui lasciando poco spazio all’interprete di E così addio. La verità è che Fogli salva la faccia della coppia, che viceversa naufragherebbe. Il modo con cui il finto Baglioni degli anni ‘90 distrugge La forza della vita di Paolo Vallesi, nella seconda parte del programma, farà capire le scelte del suo coach.

A compiere l’assassinio della canzone di Vallesi, insieme ad Anonimo Italiano, c’è anche Loredana Errore. Uno strazio. Urla in modo sgraziato e riesce a confondere i coach che le danno il punteggio massimo nella prima esibizione di Ci vorrebbe il mare con Marco Masini (attento, umano, preciso, poeta), che scambiano la sua forza della disperazione con un’intensità in questo caso priva di qualità. Quando canta “con le sue tempeste”, nel brano di Masini, ruggisce al punto da sembrare Gerry Scotti infervorato, e non è il massimo che si possa auspicare da una cantante. Ne La forza della vita fa anche peggio. Ci sarà un motivo se Emma Marrone (vincitrice ad Amici nell’anno in cui c’era lei) ha avuto una certa carriera e lei no. Si può vivere anche facendo altri mestieri, qualcuno glielo dica per pietà delle nostre orecchie.

Matteo Amantia (Sugarfree) non viene abbastanza considerato, ma la sua interpretazione di 7000 caffè, al fianco del più grande chitarrista italiano, Alex Britti, è da applausi. Non stravolge la canzone, ma mette la sua personalità, dandogli un colore diverso. È quello che non può fare Antonella Bucci quando canta Battito animale con Raf: perfetta, ma senza un suo stile.

Rischiano di finire nel dimenticatoio dell’edizione Rettore e Carlotta: didattica e senza sorrisi la seconda, spenta la prima. Donatella Rettore è da sempre un’esplosione di vivacità, ma in questa edizione non mette pepe e non crea interesse. La sua voce, al contrario di Patty Pravo, regge e ancora alla grande, ma i brani che sta cantando sono gli stessi che faceva quattro anni fa con Donatella Milani: il repertorio di brani famosi di Rettore appare limitato, se lei è spenta diventa persino inutile la presenza.

Tra gli ospiti della seconda puntata, emoziona Fausto Leali, benissimo Vallesi, bene Alexia: loro cantano ancora con passione, cosa che manca a chi va sul palcoscenico pensando che poi, alla peggio, c’è sempre l’autotune a salvare.

Ecco, a proposito di salvataggi: date dei braccioli a Marco Liorni, che nel varietà di prima serata non sa proprio nuotare e sembra ingessato e forzatissimo. Spiace dirlo, ma non è il suo contesto. In definitiva, avevamo davvero bisogno di Ora o mai più, per ottenere i risultati che già sapevamo?

Massimiliano Beneggi

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