Il Teatro Franco Parenti di Milano ospita due spettacoli firmati Factory, che dal 2016 si occupa di produrre spettacoli di Teatro sociale d’Arte, nel cui staff artistico sono presenti anche persone con disabilità.

(H)amleto e Diario di un brutto anatroccolo. 

Due appuntamenti che esplorano il tema della diversità, dell’identità e dell’inclusione attraverso il linguaggio del teatro.

(H)amleto, in scena il 10 e 11 febbraio, è una rivisitazione del capolavoro shakespeariano, con un testo originale scritto da Fabrizio Tana, autore con sindrome di Down. 

Dal 15 al 16 febbraio, invece, arriva Diario di un brutto anatroccolo, uno spettacolo pluripremiato ispirato alla fiaba di Andersen.

Ecco le trame.

Hamleto con Alessandra Cappello, Lara Capoccia, Anna Giorgia Capone, Nicola De Meo, Antonio Guadalupi, Silvia Lodi, Alessandro Rollo, Antonella Sabetta, Stefano Solombrino, Diomede Stabile, Fabrizio Tana, Carmen Ines Tarantino, Fabio Tinella. Ispirato all’Amleto di William Shakespeare in scena lunedì 10 e martedì 11 alle ore 20.00, è il punto di arrivo della ricerca di Factory su teatro e disabilità, un’indagine sul corpo non conforme attraverso lo sguardo e le parole non conformi che accompagnano la discesa nell’abisso shakespeariano. De Nitto e Tinella mettono in gioco William Shakespeare seriamente. A modo loro. 

Creando il dissidio tra l’uno e tutti gli altri ma quel che davvero sorprende stavolta è la drammaturgia. Le parole di questo (H)amleto sono scritte da una penna non conforme: Fabrizio Tana, autore e attore con la sindrome di Down, scrive il testo come un parto libero di pensieri raccolti per più di un anno, attraverso messaggi e lettere scambiati con le guide, parole in cui persona e personaggio si confondono inventando una grammatica speciale, essenziale ed esistenziale. Non è un adattamento ma un’adesione ricreativa che sfiora l’identificazione assoluta: Tana è Amleto e ne assume già in scrittura il punto di vista, gli umori, le spinte, la rabbia. Il risultato è un andamento linguistico che distorce e riplasma le frasi e le parole rivelandole.

Un Hamleto nella testa di Hamleto, affollata dalle ossessioni che non gli danno pace, che non gli consentono più di disgiungere la realtà dalle proiezioni della sua mente.

Diario di un brutto anatroccolo con con Benedetta Pati, Francesca De Pasquale, Antonio Guadalupi, Luca Pastore.

Spettacolo tout public ispirato alla fiaba di Andersen “Il brutto anatroccolo”, è considerato il capolavoro della compagnia, spettacolo pluripremiato e replicato tantissimo in italia e all’estero ha raggiunto negli anni Belgio, Francia, Galles, Hong kong, Iran, Montenegro, Olanda, Romania, Spagna, Svizzera, Turchia.

Con Diario di un brutto anatroccolo, Factory coniuga il teatro e la danza a partire da un classico per l’infanzia di Andersen continuando l’indagine sul tema della diversità̀/identità e dell’integrazione attraverso un linguaggio semplice ed evocativo. Un anatroccolo oltre Andersen che usa la fiaba come pretesto per raccontare una sorta di diario di un piccolo cigno, creduto anatroccolo, che attraversa varie tappe della vita come quelle raccontate nella storia originale, e compie un vero viaggio di formazione alla ricerca di se stesso e del proprio posto nel mondo e alla scoperta della diversità̀ come elemento qualificante e prezioso. La nascita e il rifiuto da parte della famiglia, la scuola e il bullismo, il mondo del lavoro, l’amore che nasce improvvisamente e rapidamente può̀ scomparire anche per cause esterne non riconducibili a noi, la caccia e poi la guerra come orrore inspiegabile agli occhi di chiunque, tappe di un mondo ostile, forse, ma che resterà̀ tale solo sino a quando il nostro “anatroccolo” non sarà in grado di guardarsi negli occhi e accettarsi così com’è, proprio come accade al piccolo anatroccolo della fiaba di Andersen che specchiandosi nel lago scopre la propria vera identità. Non bisogna nascondere le cicatrici accumulate nella vita, perché possono e devono invece diventare il nostro tesoro. Uno spettacolo prezioso che ha portato la compagnia a calcare prestigiosi palcoscenici italiani e stranieri e ad affacciarsi al mondo del teatro e disabilità.