Dopo “La noia”, arriva “Balorda nostalgia”. Da un sentimento all’altro, anche se in fondo non è troppo raro immaginarli conseguenti anche nella vita reale: tante volte si vive la noia, di cui si ha una successiva nostalgia.

Quello che potrebbe apparire un semplice gioco, di fatto conferma una certezza che a Sanremo capita molto più spesso di quanto non si immagini: i titoli delle canzoni vincitrici, sembrano avere un fil rouge tra loro in molti casi. Sarà pure una coincidenza, ma è l’albo d’oro del Festival a dimostrarci che il destino sa disegnare trame curiose.

Sin dall’inizio della sua storia, a Sanremo dopo Grazie dei fior rischiò di vincere Papaveri e papere, come a confermare la natura floreale della città ligure, ma facciamo caso ad alcune casistiche, soffermandoci solo sui titoli (non sui testi, che talvolta hanno un senso diverso da quello che si potrebbe immaginare). Risulterà così che dopo Nel blu dipinto di blu (1958) il cielo cambiò colore l’anno dopo con Piove (1959). Subito dopo Al di là (1961) trionfò un titolo che sembrava la logica conseguenza: Addio…addio (1962). E se tra Zingara (1969) e Il cuore è uno zingaro (1971) ci fu un’altra edizione di mezzo, non andò così con Sarà quel che sarà (1983) e Ci sarà (1984), tra cui c’è sempre stata un’assonanza in termini di parole.

Se m’innamoro (1985) fu seguita da quell’Adesso tu (1986) che appariva la prosecuzione proprio del ritornello degli stessi Ricchi e Poveri.

Curiosi gli avvicendamenti della fine anni ’80, quando a Perdere l’amore (1988) seguì Ti lascerò (1989).

I Pooh cantarono la solitudine degli Uomini soli (1990) nello stesso anno in cui Masini vinceva tra i Giovani con Disperato. L’anno dopo Cocciante ristabiliva l’unione di coppia con Se stiamo insieme (1991), a cui seguì un titolo che nella logica che stiamo immaginando dell’albo d’oro, potrebbe apparire come un invito: Portami a ballare (1992).

Ancora una vicinanza di parole nei titoli del 1998 (Senza te o con te) e del 1999 (Senza pietà), mentre la vittoria di Masini nel 2004 (L’uomo volante) fu seguita da due titoli che quasi ne diventavano la descrizione: Angelo (2005) e Vorrei avere il becco (2006).

Anche negli ultimi anni dunque è sempre andata così: dopo Fai rumore (2020) vinse Zitti e buoni (2021). I Brividi (2022) tra Due vite (2023) sembrano avere una correlazione importante. Ecco perché dopo La noia (2024) non poteva che arrivare a vincere la Balorda nostalgia.

Sono giochi, ma a volte nelle regole non scritte del destino, accadono anche queste cose.

Massimiliano Beneggi

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