Lo dicono tutti ogni anno alla conferenza stampa della domenica, dove arrivano stravolti dai mesi di lavoro che anticipano il Festival e dall’adrenalina di Sanremo nei giorni clou. Lo ha detto quindi anche Carlo Conti: per l’anno prossimo nulla è sicuro, potrebbe anche decidere di non condurre e di fare “solo” il direttore artistico del Festival di Sanremo in quanto “Ormai inizio ad avere una certa età”.
Il contratto di Conti, biennale, prevede infatti prima di tutto la sua partecipazione come direttore artistico (che a sua volta decide chi debba condurre). A onor del vero, però, un’altra conduzione Conti se la meriterebbe davvero.

Non tanto e non solo per i numeri portati a casa, ma prima di tutto per la qualità espressa, anche come conduttore appunto. Ha dimostrato, infatti, che non tutti potrebbero presentare Sanremo, per quanto possa sembrare la kermesse più semplice da condurre. Sarebbe stato un attimo per chiunque altro, durante la serata finale, lasciarsi trascinare dalla concitazione confusa, emozionata ma anche volgare di Alessia Marcuzzi, che ha voluto giocare la sua carta di eterna adolescente, rivelandosi inadeguata al palco dell’Ariston. Per fortuna c’era Carlo a contenerla e riprendere le redini del discorso quando e come voleva, proprio come nel momento in cui ha ripreso la Marcuzzi che ricanticchiava il brano di Lucio Corsi, non esattamente ciò che dovrebbe fare una presentatrice equa.
Benigni ormai sono anni che ha smesso di essere un evento a Sanremo, dove sta diventando quasi un ospite fisso. Per la prima volta, però, si è parlato poco del suo monologo politico e ci si è soffermati su un po’ di brio che ha creato, senza tirare troppo per le lunghe. Il merito è anche qui di Carlo Conti che, a differenza di altri, ha deciso di mettere il comico toscano nella serata delle cover, ossia fuori dal contesto della gara dove Benigni si ritroverebbe sempre a screditare chi sta prendendovi parte.
A tutto questo non possiamo non aggiungere la capacità di Conti di avere creato un Festival pulito, non troppo lungo, divertente e con bella musica. Le qualità del direttore artistico, dunque, sono inappellabili e l’anno prossimo per fortuna sarà ancora lui a conservare quel ruolo. Sulla conduzione, per ora, si vedrà, ma pare chiaro che Conti sia uno dei migliori conduttori che, professionalmente, saprebbe fare persino un passo indietro per lasciare spazio ai più giovani. Non accade quasi mai, lui fa eccezione anche in questo.
Massimiliano Beneggi