È morto ieri ad Albenga Gianni Pettenati, avrebbe compiuto 80 anni a ottobre.
A sei anni vinse un concorso canoro e a otto anni iniziò gli studi musicali; da ragazzo fece parte

Nel 1966 incise Bandiera gialla (Alberto Testa – Nisa – Steve Duboff – Artie Kernfeld), versione italiana di The Pied Piper del gruppo pop inglese Crispian St. Peters. Nello stesso anno anche Patty Pravo incise il brano in lingua originale, come lato B del singolo Ragazzo Triste per la promozione del locale Piper club di Roma.
L’anno successivo partecipò al Festival di Sanremo con La rivoluzione, a Un disco per l’estate con Io credo in te, al Cantagiro con Un cavallo nella testa (scritta da Paolo Conte) e a Scala reale in squadra con il vincitore di quell’anno, Claudio Villa, e con Iva Zanicchi, battendo Gianni Morandi, Sandie Shaw e Dino. Nel 1968 insieme con Antoine entrò in finale al Festival di Sanremo con La tramontana. Seguirono altri brani come Caldo caldo, Cin cin e I tuoi capricci.
Con il decreto del presidente della Repubblica del 1 marzo 2018 gli fu concesso un assegno vitalizio di 24 000 euro annui in applicazione della legge Bacchelli[3] per aver illustrato la Patria.