Dopo Ne vedremo delle belle, un altro flop in casa Rai a distanza di pochi giorni: Obbligo o verità, il nuovo programma condotto da Alessia Marcuzzi, si rivela un prodotto scadente.
L’obiettivo sarebbe porre gli ospiti di fronte a un obbligo (per esempio, si chiede a Paola Iezzi di imitare la Vanoni, Ligabue e Pezzali) o a una verità (che poi in realtà è estesa a tutti gli altri ospiti). Un modo come un altro per aprire un dibattito anche su tematiche apparentemente banali. Non male come idea, ma sembra di averla già vista su Raidue tempo fa.

La conduttrice, seduta al centro di un tavolone, gestisce gli ospiti: tre da un lato e tre da un altro. Sì, l’abbiamo decisamente già vista questa idea. La scenografia, con un palchetto dietro al tavolo, e alcune domande agli ospiti fanno sì che Obbligo o verità ricordi Artù, il programma che andava in onda vent’anni fa con Gene Gnocchi. All’epoca si rideva, qua c’è una forzatura a volere far diventare ironico anche ciò che non lo è. A cominciare dagli stessi ospiti, dove Herbert Ballerina è l’unico comico in mezzo a Salvo Sottile, Selvaggia Lucarelli, Paola Iezzi e altri vip che le provano tutte per far ridere senza esserne capaci.
La Lucarelli deve ancora decidere se vuole essere una critica antipatica a tutti o piuttosto ironica e capace di incontrare l’approvazione di chiunque. In ogni caso, risulta sempre fuori contesto, come quando è posta di fronte all’obbligo di ricordare le frasi che suoi celebri avversari hanno detto su di lei: un po’ vorrebbe fare la vittima, un po’ la carnefice.
Tra gli ospiti del programma ci sono anche Asia Argento (che confonde il tennista Berrettini per un pugile!) e sua figlia Anna Lou. Se la prima è entrata nel mondo dello spettacolo grazie al padre, la seconda è lì addirittura per due discendenze e si nota tutto, perché le due non sanno stare in tv. Sedute svaccate, volgari, dicono parolacce, che la Marcuzzi non frena e gli autori non cancellano nonostante il programma sia registrato.
Dulcis in fundo, la presenza del pornostar Max Felicitas risulta inadeguata su Raidue, specie se serve a riabilitare la figura del porno, usando per i suoi protagonisti parole come attori e recitazione. D’accordo non puntare il dito su nessuno, ma perché fare addirittura un mito di certi personaggi dalla dubbia moralità? C’è una smodata è imbarazzante ammirazione degli altri ospiti per il ragazzo diventato famoso sulle piattaforme per i suoi video hard. Anche Salvo Sottile appare affascinato e lo tratta con serietà come un personaggio da scoprire: è uno nato sul web e per di più coi porno, cosa volete che possa raccontare se non qualcosa di deprecabile?
Linguaggio per nulla consono al servizio pubblico pagato dagli italiani, poca valorizzazione dei temi che meriterebbero maggiore serietà, a favore di temi frivoli argomentati invece con passione: Obbligo o verità merita la chiusura immediata. La Marcuzzi, dopo aver sbagliato tutto nella finale del Festival di Sanremo, non trova il riscatto e ride ocheggiando: siamo sicuri che la Rai sia il posto adatto a lei? Non ha voluto ripetere Carramba che sorpresa per evitare confronti con la Raffa (e ha fatto bene), ma ha accettato un programma per il quale il dovremmo essere rimborsati del canone. A volte è meglio stare in panchina piuttosto che giocare male.
Massimiliano Beneggi