Da qualche giorno, la pubblicità di un famoso olio ha rilanciato un grande successo musicale italiano: Solo noi.
La canzone, del 1980, rappresentò la prima partecipazione da solista di Toto Cutugno al Festival di Sanremo, dopo le due con gli Albatros negli anni ‘70. Curiosamente, fu l’unico primo posto (a cui come noto seguirono altri sei secondi posti e ulteriori sei partecipazioni che fanno di Cutugno uno dei recordman di Sanremo). Il brano non fu pubblicato immediatamente in un album ma solo come singolo: di lp ne uscirono anzi due di Cutugno (nel 1981 Innamorata, Innamorato, Innamorati, nel 1982 La mia musica) che non videro mai Solo noi fra le tracce. Accadde finalmente nel 1983: ne L’Italiano, Cutugno incise altri brani tutti già lanciati precedentemente. Fra questi anche Solo noi.

Inconfondibile l’attacco musicale che ha il classico marchio di fabbrica di Toto, con pianoforte suonato in modo deciso e melodia a metà tra il romantico e il trionfale, come solo il grande cantautore sapeva creare. Una canzone che mette ancora i brividi e con cui è stato salutato Cutugno (morto pochi mesi prima) dal palco dell’Ariston lo scorso anno.
Ma di cosa parla Solo noi? Il brano, composto da Cutugno insieme al paroliere Popi Minellono, parla di una storia d’amore conclusa. Lui, però, ricorda con nostalgia i momenti felici di quella relazione, ripercorrendone i tratti dell’intimità, quando i due facevano colazione insieme a letto fidandosi l’uno dell’altra e provando emozioni mai vissute prima. Ora che la storia d’amore è finita, il risveglio è diventato malinconico come il momento in cui ci si corica a dormire da soli. Lui spera in un ritorno, per il quale sarebbe disposto a tutto ed è in preda alla disperazione, perché quel ritorno non sembra destinato ad arrivare. Vorrebbe almeno essere ancora ricordato da lei, mentre il tempo passa e costringe a voltare pagina.
Solo noi, dopo aver vinto il Festival, rimase in classifica per quattro mesi. Fu la diciottesima canzone più venduta dell’intero 1980. Il cantautore tedesco Peter Orloff ne fece una versione nella sua lingua: Ich muß heim. Eccola qui sotto comparata con l’originale di Cutugno.
Massimiliano Beneggi
TESTO
E mi diceva, “Io sto bene con te”
E mi diceva, “Tu sei tutto per me”
Se non è amore, dimmelo tu, cos’è?
Si addormentava abbracciandosi a me
Mi risvegliava con un bacio e un caffè
E poi giocava qui nel letto con me
Se non è amore, dimmelo tu, cos’è?
E poi restava a parlare di noi
Solo noi, solo noi
Dimmi che tu mi vuoi
Solo noi, solo noi
Il respiro di noi
Solo noi, solo noi
Dimmi che nessun uomo ti ha fatto tremar come tremi con me
Solo noi, solo noi
Le montagne, se vuoi
Solo noi, solo noi
Prati verdi, se vuoi
Solo noi, solo noi
Dimmi che non sai stare da sola un minuto se non sei con me
Odio l’aurora ora che non ci sei
Scende la sera, entri dentro di me
Se non è dolore, dimmelo tu, cos’è?
Ti penso ancora, ma tu non sei con me
Solo noi, solo noi
Dimmi che amore è?
Solo noi, solo noi
La mia mente dov’è?
Solo noi, solo noi
Odio queste lenzuola che il tempo cancella il profumo di te
Solo noi, solo noi
Le montagne non vuoi
Solo noi, solo noi
Prati verdi non vuoi
Solo noi, solo noi
Mi dicevi che non puoi restare un minuto lontano da me
Solo noi, solo noi
La mia casa non vuoi
Solo noi, solo noi
Vendo tutto se vuoi
Solo noi, solo noi
Odio queste lenzuola che il tempo cancella il profumo di te
Solo noi, solo noi
Noi, solo noi
Solo noi, solo noi
Noi, solo noi
Solo noi, solo noi
Noi, solo noi, noi, noi, noi solo noi
Solo noi, solo noi
Noi, solo noi
Solo noi, solo noi
Noi, solo noi
Solo noi, solo noi
Noi, solo noi, noi, noi, noi solo noi