È uscita Cabaret, la canzone dei Fuckyourclique con Fabio Rovazzi e Orietta Berti.

IL SIGNIFICATO

Stagione senza tempo e senza freni: l’estate è una grande festa che rende la vita un divertente varietà di colori e situazioni in seguito a cui potrebbe cambiare la nostra esistenza.

IL COMMENTO

Seconda vita di questo pezzo, che aveva bisogno di un altro elemento a cantare, perché la prima non se l’era filato nessuno. Basterebbe già questo a qualificare l’umiliazione di un brano così. Spensieratezza e una bella ruffianata nei confronti di Carlo Conti sono al centro di questo brano dei Fuckyourclique, che reclamano di non essere mai stati presi in considerazione per Sanremo. Il motivo? Semplice e corretto. Basti ascoltare i loro brani, sempre infarciti di bestemmie e volgarità maschiliste inascoltabili (il loro brano più famoso tra i giovanissimi si intitola La canzone della sborra). Questa volta cambiano registro mettendo al centro della scena Orietta Berti, che canta a ritmo di balera e si fa usare per l’ennesima volta dai più giovani come specchietto delle allodole confermando di essere ormai una macchietta stucchevole. Il ritornello è anche abbastanza orecchiabile, ma è l’ennesimo featuring che vuole a ogni costo ricalcare il successo di Mille (operazione già fallita lo scorso anno con La discoteca italiana). In questa seconda versione del brano ritroviamo Rovazzi, un altro che ormai sembra aver fatto il suo tempo. Non c’è nessun plagio in Cabaret (anche se ha assonanze forti con un famoso jingle di suonerie che faceva Mi chiamo Virgola sono un gattino…). In ogni caso non dà nulla di nuovo: appare sempre come il solito pezzo uguale a tanti altri, con Oriettona che avrebbe l’età per ritirarsi e ricordare successi del passato, ma invece vuole rovinare la sua carriera a tutti i costi con pezzi non degni della sua storia. Ma le hanno spiegato con chi sta cantando e i motivi per cui sono diventati popolari tra i giovani? Questo è l’ennesimo tentativo di fare qualcosa di innovativo, senza sapere se si intendesse fare un pezzo anni ‘60 o riecheggiare atmosfere moderne: il risultato è osceno. Un brano che omaggia anche Davide Lacerenza e Fabrizio Corona: era meglio quando si citavano solo il grillo, la formica e il fratello che aveva il grattacielo nel Perù. Voto 4

Massimiliano Beneggi

Ecco video e testo di Cabaret

Il tempo non lo fermi, non lo compri
Neanche con un Audemars Piguet
Vado nello spazio, dieci secondi
Poi bacio terra senza un perché

È tutto un cabaret, è una grande festa
La più grande protesta, ridai la Tesla
Massima trasparenza come Lacerenza
Facciamo sempre tutto in diretta, vedi

L’orchestra suona, stiamo un minuto ancora
Che poi diventa un’ora e sono già le tre
Il tempo vola, la vie è un cabaret
La testa suona anche quando l’orchestra, non c’è!

La vita è un cabaret
La vita è un cabaret
La testa suona anche quando l’orchestra, non c’è!

Estate, partiamo
Non partiamo andiamo
In venti in un appartamento
Manco ci funziona il bagno
Quanto godo, quando sono in spiaggia
Non c’è manco una palla, solo bambini sull’iPad
Il tempo vola e sono già le tre, sta vita è un cabaret
Un uomo entra dentro al mare: splash!
Questa me l’hanno scritta i miei trenta autori
Dopo il pezzo estivo magari piacciamo a Carlo Conti

E t’ho detto una cosa
E mo’ la sanno tutti, chi sei?
Fabrizio Corona
Sono al quinto Gin Tonic e non ho detto nemmeno una parola

L’orchestra suona, stiamo un minuto ancora
Che poi diventa un’ora e sono già le tre
Sono già le tre, baby
Il tempo vola, la vie è un cabaret
Qualunque cosa tu abbia detto
La testa suona anche quando l’orchestra…
Anche quando l’orchestra…
Non c’è!

La vita è un cabaret
La vita è un cabaret, nei tuoi occhi flambé
La musica risuona anche quando l’orchestra, non c’è!
Ho le voci nella testa che fanno…
No, ti prego Orietta non farlo!
La vita è un cabaret
La vita è un cabaret
La musica risuona anche quando l’orchestra, non c’è!

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