È partito ieri Facci ridere, il nuovo programma comico di Raidue condotto da Pino Insegno e Roberto Ciufoli in onda la domenica in prima serata.

Si tratta di un talent, dove gente che non fa il comico di professione si cimenta in numeri da ridere. Il format riprende un po’ del vecchio Stasera mi butto e un po’ de La sai l’ultima? e Cultura Moderna con l’aggiunta di una caratteristica che non andava di moda all’epoca ma che nella tv di oggi è diventata imprescindibile: la presenza di tre giurati che da dietro un tavolo commenta e giudica le performance. Qui ci sono Francesco Paolantoni (il più crudele, ma almeno finalmente si dà un senso al ruolo di giurato), Carolina Rey (la più generosa, sempre pronta a dare voti positivi a chiunque), Massimiliano Rosolino (il pesce fuor d’acqua). Alla fine di ogni performance, se c’è stato qualcosa che li ha fatti divertire, le poltrone di ogni singolo giurato si illuminano e daranno un punteggio da 1 a 5 (in realtà un punto vale molto di più) che viene tradotto in un numero di emoticons con faccine che ridono. La tv ai tempi dei social parla lo stesso linguaggio: il titolo, Facci ridere, già anticipava del resto il senso (ma non era meglio a quel punto Facce da ridere?).

In realtà si ride davvero poco, perché i concorrenti che si alternano spesso raggiungono livelli imbarazzanti. Sono divisi in tre squadre: Nord, Centro, Sud Italia. Il Nord è il più penalizzato: un signore di Abbiategrasso viene presentato da Ciufoli come il cittadino di un paese di nutrizionisti e questa risulta la battuta più bella che si sente in quei tre minuti. Il signore in questione dice solo freddure del tipo “Come si chiama l’ape prima di mangiare? L’aperitivo”. E via con una serie di api imbarazzanti. Non aveva fatto molto meglio di lui Gianluca Roncato, bolognese che si era presentato come imitatore, incapace di distinguere un condor da un gabbiano (li fa uguali) o Calimero da Speedy Gonzalez. Quando hai concorrenti così, la tua squadra può solo classificarsi ultima e la trasmissione può solo sperare che il pubblico non cambi canale.

Il signor Roncato, peraltro, è un noto presenzialista di quiz televisivi: c’è un canale YouTube che conferma le sue innumerevoli partecipazioni negli anni, tra cui quella a Giorno dopo giorno, nel 2000 con la conduzione di Pippo Baudo. Nessuno fa menzione di questa sua passione, che forse faceva più ridere dell’intera performance. D’altra parte non è la sola omissione di Facci ridere: in gara, sempre per il Nord, c’è anche il Duo Idea. Sono una coppia di amici che cantano brani famosi sulle note di altri brani altrettanto famosi, composti con la stessa metrica: così cantano Noi puffi siam così sulle note di Perdere l’amore. Sono geniali, ma non divertono la giuria, riscuotendo le risate della sola Carolina Rey. Giudizio un po’ troppo severo e umiliante, se si pensa che il Duo Idea non è alle prime armi (sebbene appunto non venga menzionata la loro carriera e siano presentati come meri impiegati di banca): per anni hanno preso parte a Zelig con discreto successo, che li ha portati a diverse collaborazioni (in ultimo una tournee con Marino Bartoletti). Uno dei due prese parte persino alla fiction Rai Una grande famiglia. Tutto è testimoniato dalla loro pagina Wikipedia, che come si sa è destinata solo a chi è riconosciuto di chiara fama. Omettere questo dettaglio facendoli passare per sconosciuti sembra una presa in giro nei confronti del pubblico.

Non convincono nemmeno un po’ un duo di siciliane, esaltate però a dismisura dalla giuria che ride delle battute del Sud anche quando hanno un livello elementare. A vincere è il Centro, che sforna qualche sketch più divertente, ma anche qui è rarissimo ridere di gusto e trovare quella battuta da potersi rigiocare il giorno dopo coi colleghi.

Insegno e Ciufoli fanno quel che possono col materiale che hanno: non è facile intrattenere con pseudocomici così scadenti, ma loro sono affiatati da anni e riescono comunque a mantenere vivace il ritmo di tutte le due ore di trasmissione. Quando la palla va in mano ai concorrenti, si percepisce troppo spesso il senso del dilettantismo: cosa che non sarebbe nemmeno male, se appunto fossero realmente dilettanti i protagonisti. Nel clima da “recita scolastica” non manca comunque la freschezza che da tempo mancava nelle estati di Raidue. Almeno una volta ogni tanto si torna a intrattenere anche in tv, senza parlare di politica o casi di cronaca nera: non si può che apprezzare il tentativo. Va ammesso che quel dilettantismo lo si respirava anche con Stasera mi butto, ma c’erano Sabani e Faletti a fare divertire. Voto 6,5

Massimiliano Beneggi

VUOI LA TUA PUBBLICITA’ SU TEATROEMUSICANEWS?

Scrivici a teatroemusicanews@gmail.com e specifica nell’oggetto PUBBLICITA’ TMN