Adriano Celentano torna a criticare un programma tv: questa volta si tratta di È sempre Cartabianca.

Dalla sua pagina social (l’inesistente), Celentano esprime infatti il suo disappunto per come sono impostati i dibattiti della trasmissione. Scrive così, con la sua consueta ironia: “Se cercate una trasmissione politica dove parlano tutti insieme è È sempre Cartabianca. Solo che non si capisce cosa dicono…Può essere un vantaggio”.

Non è la prima volta che Adriano si scaglia contro questi talk show politici: lo aveva fatto anche con Giovanni Floris, a suo dire incapace di fare parlare gli ospiti senza interromperli, con Giuseppe Brindisi che lascerebbe parlare solo “le campane che interessano a lui”, con Massimo Giletti che invitava i no-vax per poi attaccarli. E nei confronti della stessa Bianca Berlinguer, il Molleggiato usa spesso il bastone e la carota: criticata a suo tempo per avere impedito a Paragone di raccontare un’inchiesta di Report (per cui in quel caso aveva lodato invece Floris, che ne aveva parlato), aveva difeso a spada tratta la giornalista e il suo programma quando già nel 2022 si mormorava della chiusura della trasmissione sulla Rai. Insomma, Celentano si conferma particolare fan di questo genere di trasmissioni e perciò mette i puntini sulle i, sottolineando tutto quello che ritiene non vada nel verso giusto. Il pubblico a casa deve essere informato e ha il diritto di ascoltare ogni campana. Messaggio chiaro e ineccepibile.

In effetti in alcune serate a È sempre Cartabianca anche la Berlinguer ci mette del suo per creare confusione, deviando dal discorso degli ospiti e facendo domande che poco hanno a che vedere che con quanto si sta raccontando nello specifico. È successo anche ieri, quando nell’ultima puntata si discuteva delle situazioni internazionali, nonché dei rapporti che l’Europa dovrebbe avere con Trump e Putin. A parlarne al tavolo c’erano Luca Barbareschi, Veronica Gentili, Piero Sansonetti. L’impossibilità a parlare la riscontra Barbareschi, che aveva provato a esprimere un’idea controcorrente (ma rispettabile): “Io penso che oggi l’America la dobbiamo subire. Noi dobbiamo ancora i soldi del Risorgimento alla massoneria inglese. E’ un Paese (l’America) che non è riuscito a diventare una Nazione coesa. Noi dobbiamo barcamenarci un po’. Una cosa è quello che dice Trump e un’altra è quella che fanno i grandi industriali americani. Ci sono dei fondi sovrani che decidono tutto”. Da questa frase si può intuire che il concetto di Barbareschi è tutto fuorché una lode smisurata al governo americano , ma la Berlinguer capisce altro e lo interrompe: “Quindi tutto quello che decide Trump va bene perché noi siamo esseri inferiori e dobbiamo comunque adeguarci alle decisioni. Mi sembra che il ragionamento sia questo”. Barbareschi prova a recuperare : “No, scusi ma io sto finendo di fare un discorso, le sto dicendo una cosa. Posso dirlo?”. Ovviamente non gli sarà consentito se non chiosando che, per esempio, la tanto odiata intelligenza artificiale può essere un’opportunità per il nostro Paese. Parole che però appaiono ormai già fuori contesto, in un dibattito interrotto, che la Berlinguer vuole impostare solo a favore della Palestina e dell’Ucraina. Quando Barbareschi, obiettivamente, tenta di dire che Netanyahu sta rispondendo ad attacchi spietati di Hamas e che non è più criminale di altri capi di stato poiché in ogni guerra purtroppo sono sempre morte migliaia di persone, la Berlinguer si oppone, specie perché Barbareschi aveva etichettato come pornografiche le immagini riguardanti lo sterminio di Gaza.

Un dibattito a senso unico anche ieri. La Berlinguer si mostra come sempre molto ironica e comprensiva nella prima parte della trasmissione, quella più leggera dove dialoga con Mauro Corona e un altro ospite con toni morbidi (ieri era la volta di Iva Zanicchi. Poi tutto cambia nella seconda parte del programma: appena aumentano gli ospiti, la Berlinguer conferma di essere incapace di gestire il dibattito, va avanti solo con la sua scaletta e non ascolta le reazioni degli ospiti, a cui quindi replica con obiezioni fuori luogo. Gli ospiti si innervosiscono, alzano la voce, il pubblico da casa non capisce nulla. Forse Celentano ha ragione e dal suo anche Barbareschi (pur con idee diverse da quelle del Molleggiato) ha dato una lezione di giornalismo a Berlinguer sullo stesso tema: “Nemmeno ai miei figli permetto a casa di parlare così, e ne ho tanti. La gente a casa avrebbe bisogno di capire le discussioni”. Se due personaggi, così diversi tra loro, le ribadiscono la medesima accusa, forse sarà il momento di farsi delle domande per Bianchina, che da sempre si mostra così presuntuosa e sicura di sé.

Massimiliano Beneggi