Sanremo sì o Sanremo no? Rai si o Rai no? I grandi dilemmi dell’estate sembrerebbero aggrappati a queste domande, che possono essere riassunte in un unico quesito: il Festival di Sanremo sarà ancora trasmesso sulla Rai? Facciamo il punto.

Le due parti continuano un braccio di ferro, cominciato con quell’obbligo per il Comune di Sanremo di indire un bando finalizzato alla realizzazione del Festival su un canale televisivo. Mossa che ha indispettito la Rai, ma di fronte a cui il Comune non poteva fare altrimenti: meglio una manovra più macchinosa che non passare dai tribunali. Come prevedibile, al bando si è presentata solo la Rai (Warner ha capito di non essere ancora attrezzata per organizzare bene una kermesse come sa fare il servizio pubblico, Mediaset non ha intenzione di investire tutti quei soldi in un singolo evento). A maggio, però, aperte le buste del bando, qualcosa si è rotto. Il Comune di Sanremo, infatti, ha l’occasione di cambiare le pretese economiche e organizzative, dal momento che nulla è più scontato e automatico come prima. A questo punto è iniziato un braccio di ferro, con la Rai sempre più indispettita, pronta a realizzare un Festival con altro nome, ma identico format. La questione è infatti sempre quella: il format è di proprietà della Rai, il nome è del Comune di Sanremo. Le due parti non si smuovono dalla loro posizione e continuano a sostenere: “Possiamo fare a meno dell’altro”. In un certo senso è vero, in pratica sanno tutti che se c’è una parzialità di verità ce n’è una anche di falsità: il peso della bilancia è comunque dalla parte della Rai. Vediamo perché.

Il Comune di Sanremo non è nella posizione di forza che avrebbe avuto anni fa, quando infatti si parlava di un possibile Festival su Mediaset, anche se nessuno ci ha mai creduto abbastanza nemmeno all’epoca. L’ultimo Festival di Carlo Conti ha fatto incassare oltre 65 milioni, con un turismo che non si era mai visto prima: strade di Sanremo piene già a metà settimana, nonché completamente bloccate il giorno della finale. È chiaro che non conviene al Comune rinunciare a chi da oltre 70 anni fa grande il Festival e lo fa diventare qualcosa di unico nel mondo. A tutt’oggi non esistono altre gare musicali con canzoni inedite. E qui entra in gioco il discorso del format: se la Rai volesse potrebbe imporsi affinché nessun altro possa imitare quest’idea di canzoni unicamente inedite. In pratica, Nove potrebbe anche organizzare il Festival di Sanremo ma non con canzoni inedite e questo equivarrebbe a togliere l’anima del Festival come lo conosciamo da sempre. Un po’ come accaduto lo scorso anno al Suzuki Music Arena (che, per chi non l’avesse capito, era una prova generale di Sanremo fuori dai canali Rai), rivelatosi un flop proprio perché un ibrido di canzoni nuove e vecchie senza un’identità precisa. Ancora: se saltasse ora la trattativa con la Rai, come sarebbe possibile rivolgersi a un’altra emittente dopo che nessuno si è presentato al bando? Infine: se la discografia è dalla parte della Rai, conviene davvero al Comune intestardirsi col rischio di fare un Festival senza le major?

Contro la Rai gioca solo il nome: “Sanremo” è un marchio. Pensateci bene: spesso non si parla nemmeno del “Festival“, basta citare la città per capire di cosa si stia parlando. Come sarebbe possibile separare l’idea del Festival della canzone da Sanremo? Già a dirlo sembra decisamente cacofonico. L’appeal sarebbe senz’altro diverso.

Sullo sfondo, potrebbe fare da maestra la questione Miss Italia. Lo spostamento del concorso di bellezza da Salsomaggiore Terme coincise, forse non casualmente, con il declino della manifestazione, che torna in Rai proprio quest’anno dopo tanto tempo. Una scelta, quella di viale Mazzini, che conferma l’intenzione Rai di non abbandonare le tradizioni. E allora perché rinunciare proprio a Sanremo? D’altra parte lo storico slogan usato dalla Rai è chiaro: Perché Sanremo è Sanremo.

In definitiva: nessuno avrà interesse a lasciarsi. Probabilmente è solo la solita polemica estiva che fa più rumore in mancanza di altre novità.

Massimiliano Beneggi

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