Pippo Baudo e le grandi sfide. Se Pippo era Pippo ci sono buone ragioni. Il motivo per cui il conduttore era considerato il perno fondamentale di casa Rai, si ritrova proprio nelle scommesse affidategli in certi momenti. Quando la concorrenza si faceva ostica, la Rai chiamava Pippo.

Così se Fantastico, Domenica In, Numero Uno, Luna Park, Settevoci, Papaveri e papere, Novecento furono i suoi punti più alti della carriera, ci sono anche programmi di SuperPippo non altrettanto ricordati, ma che meritano una nota particolare. Mai un flop: Baudo è infatti sempre stato chiamato da Mamma Rai anche per sfide impossibili. Vediamone alcune a cominciare da Varietà, il programma con cui nel 1991 Pippo doveva vedersela contro l’imbattibile TeleMike dell’amico Bongiorno. Il programma andò comunque bene: oltre cinque milioni di spettatori in media in quel giovedì nel quale andava in onda anche Samarcanda di Santoro. Risultato? Sarebbe stato l’ultimo anno di TeleMike. Nella stessa stagione, gli viene affidata nuovamente Domenica In, mentre la concorrenza risponde con una rinnovata Buona Domenica tutt’altro che facile da battere, anche per questioni affettive di Pippo: a condurre ci sono la sua Lorella Cuccarini e Marco Columbro.
Nel 1994 la Rai vuole contrastare lo strapotere di Canale 5 nel preserale: Mike Bongiorno con La ruota della fortuna raccoglie successi continui. Pippo Baudo si inventa quindi Luna Park, programma con lo stesso titolo di un suo vecchio successo anni ‘70 ma ora completamente diverso: i conduttori cambiano ogni giorno e la puntata finale, più importante, è ovviamente presentata da Pippo. Tra quiz e giochi, cambia il preserale che da quel momento inizierà ad avere più game anziché domande. E Mike perderà ancora contro l’eterno rivale.
Giorno dopo giorno è la striscia quotidiana che Baudo conduce su Raitre nel 2001 per risollevare la rete. Una sfida che diventa vincente al punto da trasformare il programma nel successo di prima serata Novecento (e poi Cinquanta, in onore dei 50 anni di tv). Anche per Novecento la strada diventerà tutt’altro che facile: in onda il giovedì contro Grande Fratello. In quel caso non vincerà la lotta degli ascolti, ma garantirà al servizio pubblico una programmazione differente, colta e apprezzata.
Anno 2002: Striscia la notizia appare imbattibile. La Rai le ha provate tutte per contrastarle, ma Antonio Ricci raccoglie ogni volta uno scoop diverso e trasforma il tg satirico in un programma sempre più di inchiesta (sono gli anni del tapiro salato a Wanna Marchi). Ci vuole Pippo Baudo per provare ad avvicinarsi agli ascolti di Striscia. Ecco allora Il Castello, che sulla falsariga dell’ultimo Luna Park vede al timone Baudo, conduttore alternato settimanalmente a Venier e Conti. Striscia continua a vincere, ma la terra inizia a tremare sotto i piedi: sarà Affari tuoi l’anno dopo, con Bonolis, a chiudere il cerchio asfaltando Canale 5.
Nel 2005 è lui a dover sfidare la nuova Corrida condotta da Gerry Scotti: Sabato italiano è il varietà che si avvicina moltissimo agli ascolti di Canale 5.
2006: dopo il clamoroso flop sanremese di Giorgio Panariello, il Festival rischia di chiudere. Chi chiamare per condurre l’anno dopo? Ecco dunque Baudo. Nel 2007, il Festival di Sanremo torna ai fasti a cui è abituato e Pippo salva la kermesse.
Nel 2008 la Rai non sa chi schierare contro C’è posta per te, giudicato imbattibile. Lo è, ma contro ogni codardia di altri colleghi Baudo accetta la sfida e supporta la Rai con il ritorno di Serata d’onore (vecchio successo che nel 1989 stracciò la concorrenza di Canale 5, Il principe azzurro con la Carrà). Gli ascolti di C’è posta per te continuano a essere alti. Ma Pippo c’è e non si tira indietro. Così come ci sarà quando con Il viaggio, nel 2013 in prima serata su Raitre. Sempre contro i colossi della tv, come succede ai tirocinanti appena arrivati, che però non reggono il confronto e spariscono.
Praticamente, un amore infinito quello tra Pippo e la Rai, fatto di successi e di programmi meno ricordati e magari in qualche caso persino biasimati. Eppure la professionalità doveva andare comunque oltre gli ascolti e i risultati. Le sfide sono più belle tanto più sono difficili e impossibili: poi si può anche perdere, ma in ogni caso sarà una vittoria avere accettato. Raccontatelo ai giovani di oggi..
Massimiliano Beneggi