Durante la puntata di Storie di donne al bivio, andata in onda ieri 3 settembre su Raidue, la conduttrice Monica Setta non ha risparmiato una frecciatina nei confronti di alcuni colleghi strapagati e, probabilmente, non meritevoli di tanti stipendi.

Intervistando Monica Leofreddi, infatti, la Setta insieme alla collega si spende in complimenti per Milo Infante, padrone di casa di Ore 14, che ha ottenuto grande riscontro anche nell’esperimento in prima serata. La Leofreddi sottolinea di apprezzare il modo con cui Infante fa televisione, “perché un po’ come te (riferendosi alla Setta, ndr) è rimasto uno dei pochi artigiani della tv”. Coglie il complimento la conduttrice, che ribadisce ridendo: “Sì, è vero, artigiani. Anche dal lato economico!”. E giù a ridere, ammettendo che in fondo va bene così. Certo, anche perché a casa magari qualche operaio che sta guardando la trasmissione si potrebbe pure sentire offeso se l’affermazione rimarcasse una concreta lamentela.
La battuta da parte di Monica Setta va chiaramente presa come tale, ma in qualche modo mette in luce una dicotomia reale tra il trattamento riservato ad alcuni conduttori tv e altri loro colleghi. Prendiamo proprio Monica Setta e il suo Storie di donne al bivio. Si tratta di un programma che prosegue da ormai tre stagioni con successo, tanto da avere meritato alcuni speciali in prima serata. Nella conduzione in solitaria la Setta dà il meglio di sé, sentendosi probabilmente più libera dagli obblighi lavorativi di una diretta con un collega. A Donne al bivio ha ritrovato la sua migliore dimensione. Fa domande pertinenti, segue con empatia ciò che l’intervistato dice e lo lascia rispondere. Commenta con domande che nascono spontaneamente dalla conversazione. Non è mai pungente, quando si accorge che l’ospite è in difficoltà (a volte può anche capitare che una domanda richieda più tempo per pensare a una risposta), cambia argomento. Il clima è solo rilassato e rilassante. Tutto il contrario di quello che succede a Belve, dove la conduttrice ridacchiando mette sotto torchio l’ospite e guai se non risponde come dice lei. Anzi, per la verità a Belve l’ospite raramente può rispondere, perché più che a domande deve fare riferimento a frasi affermate anni prima. Due modi diversi di fare tv, senz’altro anche due format differenti: da una parte il senso morale di mettere a proprio agio l’ospite, dall’altra il tentativo di irritare anche il più calmo dei sagrestani.
Bene, il risultato è che alla Setta viene riconosciuta solo la seconda serata come il suo spazio privilegiato, mentre la Fagnani è incensata da tutte le parti come la migliore intervistatrice di sempre. Degustibus. Resta che della Setta e del suo programma, in molti conoscono la parodia fatta dalla Gialappa’s (divertente, anche se un po’ eccessiva) e un momento francamente abbastanza trash che l’ha vista protagonista qualche tempo fa con Francesca Cipriani improvvisata cantante. Un momento di tv finito subito tra i meme sui social, che avvalla le parodie della Gialappa’s e non rende giustizia della professionalità della giornalista. Della Fagnani quasi nessuno conosce le parodie, perché sui social rimbalzano già le sue interviste dove fa letteralmente incavolare i suoi ospiti.
In sostanza, sul web girano quasi solamente le immagini della peggiore tv, fatta di risse e volgarità (come è appunto l’imitazione di cui è vittima la Setta). L’errore, però, è che poi la tv strizzi l’occhio a quella diffusione, utilizzando un linguaggio web che non le appartiene. L’errore è che a certi personaggi venga dato più o meno credito (al di là della questione stipendi, visto che non è dato sapere della busta paga di uno piuttosto che dell’altro) seguendo quella logica del linguaggio social. È davvero ora che si torni a valorizzare chi fa la tv in modo artigiano: altrimenti che senso ha celebrare i grandi come Baudo, se poi quando bisogna fare il suo mestiere si decide di seguire una via completamente opposta?
Massimiliano Beneggi