Carlo Conti ha così scelto il cast di Sanremo 2026. Anzi, le case discografiche e i genitori hanno deciso chi parteciperà al prossimo Festival: sì perché a guardare l’elenco annunciato dal direttore artistico si intuisce che tanti Big della musica quest’anno hanno detto no alla partecipazione, ma essere figli d’arte a qualcosa serve. Per molti di loro (ben 10) è un debutto assoluto e per qualcuno occorre cercare sui motori di ricerca chi siano. In quattro (Renga, Arisa, Ermal Meta, Marco Masini) hanno già vinto una volta (a questi si può aggiungere Raf che lo ha vinto come autore di Si può dare di più nel 1987).

Per la ventinovesima volta consecutiva assenti i Jalisse, ma tra i 270 esclusi fa più notizia Fausto Leali, nome che fino a pochi giorni fa veniva dato per sicuro. A lui sono stati preferiti Tredici Pietro, Lda, Leo Gassmann ed Elettra Lamborghini: pazienza se 2/4 di questi sono completamente incapaci di cantare, sono figli d’arte e questo è sufficiente a fare di loro protagonisti di Sanremo 2026.
Da rimarcare l’esordio di Tommaso Paradiso, di cui si parlava da anni. Riecco Serena Brancale, che dovrà confermare il successo del 2025 dove ha imperversato in ogni programma, e sa che non sarà semplice evitare il fallimento dell’impresa. Ci riprova ancora Enrico Nigiotti (bravissimo cantautore, ma ogni volta scomparso dopo le partecipazioni al Festival), torna l’ormai noioso Francesco Renga (idea nuova, perché non porta anche lui la figlia Jolanda alla serata cover?), rispolverati Michele Bravi e Malika Ayane, che Conti ha sempre voluto anche in passato e che non beccano un successo da troppo tempo. Di nuovo sul palcoscenico Levante, che sarà pure un simpatico personaggio, ma provate a chiedere in giro quante sue canzoni siano conosciute oltre a Pezzo di me, che la lanciò dieci anni fa: se ne poteva fare a meno. E poi Patty Pravo, che dopo la non indimenticabile partecipazione del 2019 cerca l’ennesima ripartenza (e speriamo sia anche l’ultima).
Il Festival sembra tornare a qualche anno fa, almeno nell’impostazione del cast, che appare piuttosto deludente proprio perché inserisce tra i Big nomi sconosciuti al pubblico. Peccato, perché avevamo imparato negli ultimi anni a riscoprire la kermesse come un punto d’arrivo e non un punto di partenza: il meglio della musica italiana ormai era concentrato al Festival, unica gara canora rimasta. Se però Conti azzeccherà anche questa scommessa, allora sarà un punto di forza per la nostra canzone, perché oltre ai veri Big nel 2026 si ascolteranno anche quelli che avranno preso parte a Sanremo 2026.
