È in scena fino al 21 dicembre, al Teatro Manzoni di Milano, Scandalo di Ivan Cotroneo. Atto unico, 100 minuti. Ecco la recensione.

IL CAST

Anna Valle, Gianmarco Saurino, Orsetta De’ Rossi, Angelo Tanzi, Matilde Pacella. Regia di Ivan Cotroneo. Scene Monica Sironi, costumi Alberto Moretti
Disegno luci Cesare Accetta, Musiche originali Gabriele Roberto

LA TRAMA

Laura è una scrittrice, da pochi giorni vedova di uno dei romanzieri più celebri, che la sposò contro il parere di tutti. La loro differenza di età alimentava voci maligne secondo cui Laura si sarebbe sposata solo per il denaro di un uomo aristocratico e molto più colto. Il matrimonio d’altra parte, era da tempo sulla bocca di tutti per una evidente mancanza di affetto nei confronti della donna, di cui era segretamente innamorato il vicino. Quando muore il marito, Laura riceve la visita di Andrea, un giovane uomo spiantato, orgoglioso e dall’atteggiamento guascone, ingaggiato dal defunto per riordinare completamente la libreria. Il lavoro richiede precisione e tempo: quanto basta ad Andrea per conquistare Laura. Mentre il pubblico e l’editrice stanno aspettando che la donna scriva un romanzo sul suo matrimonio, la donna si fa travolgere dalla passione per il giovane…

LA MORALE

Per dirla come Pascal, l’amore conosce ragioni che la ragione non conosce, tantomeno quella di chi sta attorno ma non vive in prima persona quell’amore. Inconsciamente Laura sembra raccontare questo, mentre non si sente appoggiata dai suoi amici in qualunque cosa faccia. Si dicono tutti preoccupati perché rischia di essere usata da Andrea, ma lei è convinta: sapere come farsi usare vuol dire comandare.

IL COMMENTO

Come cambia il giudizio su una medesima situazione, se si tratta di un uomo piuttosto che di una donna! Scandalo è una commedia romantica ma decisamente non mielosa: c’è casomai molto erotismo, condito con psicologia e mistero. L’ironia si alterna a ragionamenti forse cervellotici, che a un certo punto rallentano i ritmi ma potrebbero anticipare ai più attenti un finale inaspettato se ci si lascia guidare dalla leggerezza della passione. Cotroneo si diverte a ribaltare ogni stereotipo, convinto che desiderio sessuale e razionalità possano viaggiare insieme e altresì coinvolgere tanto gli uomini quanto le donne. Così come non ci sono sempre buoni o cattivi: in Scandalo emerge che le vittime potrebbero essere che avrebbero voluto essere carnefici senza riuscirci e viceversa. Uno spettacolo che racconta invidie, risentimenti, cinismo (e sensi di colpa): l’amore, però, vince per il solo fatto di esistere.

IL TOP

Anna Valle è una delle attrici italiane più eleganti e sofisticate: interpreta sempre personaggi carichi di una imprevedibilità e anche qui non si smentisce. Con un divertentissimo Saurino è protagonista di una storia piena di audacia, quasi fino allo sfinimento, ma senza mai un accenno di volgarità. I due sono complici, simpatici (tante le risate in platea in un Manzoni sold out): se fino all’ultimo non si intuisce cosa accadrà, il merito è senz’altro loro, che si calano perfettamente nei personaggi, e della regia, che si dimostra coraggiosa. C’è molto enigma, ma anche una bella forza narrativa che avvince fino all’ultimo: il segreto, che si scopre solo negli ultimi minuti, sta infatti nel buio che si crea sul palcoscenico ogni volta che Eva parla tra se e sé, come se stesse ripercorrendo un flashback.

LA SORPRESA

Non ci sono solo i due protagonisti, ma anche un’editrice, uno spasimante e una cameriera meravigliosamente calati nei loro ruoli: una straordinaria Orsetta De’ Rossi, Angelo Tanzi, Matilde Pacella. È proprio quest’ultima a portarsi a casa l’applauso per la battuta più divertente detta coi tempi comici perfetti: “Io dò sempre del lei alle donne che mi piacciono” “In che senso?” “Non preoccuparti”. Se il pubblico milanese, notoriamente appassionato quanto timido, si lascia andare agli applausi, vuol dire che il risultato è davvero sorprendente. Notevole anche la scenografia: una bellissima libreria, ordinata e aristocratica, piena di dettagli da osservare.

Massimiliano Beneggi

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