“Alcuni anni fa, Pippo Baudo si offese moltissimo, perché l’allora presidente della Rai Manca aveva classificato i suoi programmi nazionalpopolari. Baudo per questo andò via dalla Rai e nacque una polemica durata mesi. Oggi quando dicono Mara Venier nazionalpopolare io ne sono orgogliosa”. Parla così la conduttrice di Domenica In, sul palcoscenico di Atreju insieme a Carlo Conti e Marco Liorni.

L’obiettivo della frase di Mara Venier (che nel 2016 fu presentatrice della campagna elettorale di Stefano Parisi, in corsa come sindaco per il centrodestra a Milano) è quello di smarcarsi da ogni etichetta politica. In pratica, Mara Venier giustifica la sua presenza con l’orgoglio di essere nazionalpopolare. Nel farlo, però, commette un falso storico, o perlomeno un omissione che non fa onore alla storia televisiva.

L’episodio a cui fa riferimento Mara è quello del celebre allontanamento di Baudo dalla Rai. In effetti il presentatore, al termine di Fantastico 1986/1987, si disse molto offeso per essere stato etichettato come “nazionalpopolare” dall’allora Presidente Manca e rispose polemicamente che si sarebbe impegnato a condurre programmi “impopolari e regionali”. Quello che manca, tuttavia, al racconto della Venier, sono le parole di Manca, che non fu certo tenero e usò quel termine “nazionalpopolare” come un’offesa.

Alla definizione, Manca aggiunse infatti “non lo si prenda come un complimento”. Aveva ben donde Pippo a offendersi, visto che fu bollato con un aggettivo utilizzato in senso dispregiativo. In seguito a quell’episodio, Baudo sbarcò alla Fininvest, dove presentò Festival.

Massimiliano Beneggi

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