Arriverà nella prossima stagione teatrale un nuovo grande spettacolo: Gloria, Il Musical. Dimentichiamoci le produzioni straniere italianizzate, scordiamoci storie cinematografiche riadattate per il palcoscenico: Gloria, Il Musical è un prodotto assolutamente italiano e originale, pensato apposta per il teatro e con l’ambizione di approdare all’estero. La storia ruoterà intorno alle canzoni di Umberto Tozzi, cantautore di fama internazionale che da 50 anni ci rende orgogliosi della nostra musica in tutto il mondo. “Erano anni che volevo realizzare questo progetto”, ha dichiarato Tozzi, “Lo sento come un premio alla mia carriera, lo paragono al Golden Globe che ricevetti qualche anno fa. E se Gloria arrivò al primo posto in America, nulla ci vieta di sognare di arrivare con questo musical a Broadway”.

Il progetto, con il patrocinio del MIMIT, vede la regia di Andrea Maia e Toni Fornari, autori dei testi insieme a Vincenzo Sinopoli per una produzione GoldenStar (tra i partner Momy Records e Sugar Music). È proprio Toni Fornari, habitué di veri e propri gioielli teatrali che uniscono musica e recitazione (si pensi a Cetra una volta), a raccontarci qualcosa in più.
Toni, quando uscì Gloria (1979) tu avevi sette anni. Cosa ti viene in mente di quel momento in cui la ascoltasti per la prima volta?
Se penso a Gloria mi riaffiorano molti ricordi del mare: quell’estate, quando uscì, non si sentiva altro. Gloria imperversava nelle radio, nei juke box, ossia in tutti i pochi dispositivi che c’erano all’epoca per ascoltare musica. Poi quando avevo 10-12 anni uscirono tutte le successive canzoni di Tozzi, che sono rimaste e che a un certo punto della serata arrivano ancora oggi nelle discoteche. La musica di Umberto ha accompagnato la mia vita e quella di tante altre persone. Anche chi non è fan di Tozzi non può fare a meno di cantare e apprezzare le sue canzoni, perché sono coinvolgenti, di sentimento, facili da memorizzare.
La tua presenza nella produzione di questo musical mi fa immaginare che ci sarà anche molta ironia.
Sì, c’è anche una parte di commedia. In scena vedrete una storia particolare, al servizio soprattutto di una ventina di canzoni: almeno questo è il numero che è emerso dalla prima stesura. Ci sono dei ruoli comici, anche se non prevaricanti: si tratta di una storia d’amore, rivalsa e tanti sentimenti. Abbiamo cercato di fare una cosa semplice, perché un musical con quelle canzoni non aveva bisogno di tante sovrastrutture.
Un progetto in stile Mamma Mia! insomma.
Sì, l’idea è di ripercorrere un po’ quello che è accaduto con quel successo, o almeno sarebbe meraviglioso ottenere almeno parte di quel riscontro.
La trama, in estrema sintesi, è quella di una ragazza che vuole fare la star, contro il parere dei genitori, è corretto?
Sì. Nella storia sono l’amore, il tradimento, l’amicizia.
Tu sarai autore e regista. Nessuna comparsata sul palcoscenico?
Io sono autore insieme ad Andrea Maia e Vincenzo Sinopoli, nonché regista (insieme ad Andrea). Non so ancora se sarò in scena: se succederà, ovviamente sai già quale sarà il mio ruolo… quello comico!
In Italia si fatica a interpretare correttamente il concetto di musical, che spesso diventa un ibrido difficile da comprendere, ma che richiama sempre molto pubblico…
La cosa che volevamo era proprio di realizzare un musical diverso dai soliti: speriamo di poter invertire la tendenza, ossia anziché importare musical nati all’estero, potere finalmente esportare. Di solito c’è paura a mettere la commedia, come se si svilisse un testo, un musical o quel che sia. Invece è fondamentale perché nella realtà che viviamo c’è tutto: anche il divertimento e la commedia, oltre a chi piange, chi tradisce. Vogliamo un prodotto davvero italiano, partendo dal nostro modo di fare commedia: il teatro e la musica italiana fanno scuola e non hanno nulla da invidiare ad altri, dobbiamo ricordarcelo!

Qual è l’ingrediente principale per riuscire a far conciliare tutte queste qualità?
È molto importante la recitazione: spesso non presa in considerazione seriamente nei musical, dove a volte è quasi solo di servizio. Vorremmo dare il giusto peso alla recitazione, al dramma.
Il 7 gennaio si sono chiuse le iscrizioni per le selezioni della protagonista: e gli altri personaggi?
Intanto cerchiamo Gloria e vogliamo sorprenderci con lei, tutti gli altri saranno in base a come sarà Gloria. Abbiamo la possibilità di non essere legati per forza a un nome importanre. Cerchiamo talenti puri che possano sbalordire sia noi che il pubblico: speriamo di riuscire noi a farla diventare famosa col musical. È senz’altro una scelta inusuale, perché spesso ci sono nomi messi solo per la notorietà. Noi però vogliamo una Gloria e altri co-protagonisti speciali, qualcosa di nuovo. È un peccato prendere sempre gli stessi: spazio ai tanti talenti giovani che ci sono e che meritano la scena!
Progetti 2026?
Finita l’esperienza con Magnifica presenza di Ozpetek, da gennaio a maggio sarò in tournée con Cena con Sorpresa, una commedia che mi vedde regista e attore, che porteremo in giro per l’Italia fino alla Sala Umberto di Roma in primavera.
La tua città identitaria?
Io sono nato a Marcellina, tra la campagna e la metropoli romana. Per me Roma è assolutamente imprescindibile, la mia vita.
Massimiliano Beneggi