Martedì 13 gennaio 2026 alle 19.30 debutta al Teatro Gobetti di Torino Le Dieu du carnage di Yasmina Reza, nella traduzione di Laura Frausin Guarino ed Ena Marchi e la regia di
Antonio Zavatteri. Lo spettacolo è interpretato da Francesca Agostini, Andrea Di Casa,
Alessia Giuliani e dallo stesso Antonio Zavatteri. Le scene e le luci sono di Nicolas Bovey,
i costumi sono di Anna Missaglia. Lo spettacolo, prodotto dal Teatro Nazionale di Genova,
resterà in scena per la stagione in abbonamento dello Stabile di Torino fino a domenica 18
gennaio.
Una commedia pluripremiata, che ha sbancato i botteghini di tutto il mondo, a partire da
Parigi, Londra e New York, diventata film di successo con la regia di Roman Polanski e
continuamente allestita. Il capolavoro di Yasmina Reza non finisce di divertire, di inquietare, di irritare: sospesa come è tra la satira violenta e una empatica commiserazione per i suoi
protagonisti, la commedia scritta nel 2006 ha mantenuta intatta la sua forza.
Le Dieu du carnage è un testo che ritrae un interno borghese parigino dove “regna
un’atmosfera compunta, cordiale, tollerante” che ben presto si esaspera virando su toni crudi e feroci.

La dinamica è quella di una doppia coppia di genitori che hanno appena fatto
conoscenza e si incontrano per cercare di risolvere – da persone adulte e civili quali essi
ritengono di essere – una questione che inizialmente pensano di minimizzare: una lite
scoppiata ai giardinetti tra i rispettivi figli di undici anni. Ma, a poco a poco, le maschere di
benevolenza, tolleranza, buona creanza, correttezza politica, apertura mentale e dirittura
morale si sgretolano. E sotto quelle maschere appare il ghigno del nume efferato e oscuro che ci governa sin dalla notte dei tempi: il dio del massacro, appunto.
Scrive Antonio Zavatteri nelle sue note di regia: «senza troppo generalizzare, possiamo dire
che l’essere umano, per quanto si sia potuto evolvere nei secoli, è sempre e comunque
istintivamente proiettato verso la supremazia nei confronti del prossimo e verso il desiderio del suo annullamento e della sua distruzione. Yasmina Reza con Le Dieu du carnage fotografa il comportamento di due coppie di genitori, alle prese con un tentativo di mediazione e di riconciliazione dopo una lite avvenuta tra i rispettivi figli. Gradualmente rivela le tensioni nascoste sotto la superficie, costruendo una commedia estremamente divertente e crudele, in cui la furia del desiderio per la “mattanza” pervade i quattro protagonisti e mette noi che assistiamo di fronte a uno specchio.
Il testo di Yasmina Reza va trattato come un classico ma può essere una trappola molto insidiosa. La nostra messa in scena privilegia il lavoro di interpretazione di un quartetto di attori che si conoscono bene e hanno già condiviso esperienze di palcoscenico: un’intesa naturale e rodata. Le Dieu du carnage è certamente una commedia, e io vorrei che si ridesse di questi esseri orribili. Ma vorrei anche che il carattere dello spettacolo prescindesse dai generi e dalle categorie e che si fluttuasse da un genere ad un altro, esattamente come succede nelle realtà. Una sola cosa è certa: anche questa volta la ferocia è garantita».