Martedì 13 gennaio 2026, alle ore 19.30, debutta al Teatro Carignano di Torino Otello, di William Shakespeare, con la drammaturgia di Dacia Maraini e la regia di Giorgio Pasotti che sarà in scena con Giacomo Giorgio (protagonista nel ruolo di Otello e noto al grande pubblico per il ruolo di Ciro in Mare fuori), Claudia Tosoni, Gerardo Maffei, Diego Migeni, Salvatore Rancatore, Andrea Papale, Dalia Aly. L’adattamento scenico è di Antonio Prisco, le musiche originali di Patrizio Maria D’Artista, la scena di Giovanni Cunsolo, le immagini di
Thierry Lechanteur, i costumi Sabrina Beretta, il light design di Marco Palmieri, la
realizzazione dei costumi di CinquantanoveA.

Lo spettacolo, prodotto dal Teatro Stabile d’Abruzzo in coproduzione con Marche Teatro,
Stefano Francioli Produzioni e in collaborazione con Teatro Maria Caniglia, resterà in scena per la stagione in abbonamento dello Stabile di Torino, fino a domenica 18 gennaio.
Mercoledì 14 gennaio, alle ore 17.30, al Circolo dei Lettori, il regista Giorgio Pasotti e gli attori della compagnia dialogheranno con Mariapaola Pierini nell’ambito di Retroscena.

Foto Calabrò


Note sullo spettacolo a cura della Compagnia
«Dopo cinque secoli, quest’opera ci mette ancora di fronte a una realtà malata e incattivita.
L’Otello è tragicamente attuale», dichiara il regista Giorgio Pasotti, che si interroga sulla forza di un grande classico, come questo testo shakespeariano, che sa ancora parlare alle giovani coscienze, insegnare attraverso la morale, mostrare senza mediazioni tecnologiche il dolore e lo sgomento per le vite non rispettate. La drammaturgia di Dacia Maraini si muove attraverso il filo conduttore di una violenza che cresce senza motivo alcuno, l’illusione del possesso, il delitto e il suicidio per stupidità.

Lo spettacolo racconta la storia di Desdemona e Otello: lei lo aveva sposato per amore, contro i cliché dell’epoca, aveva voluto lui, lo straniero, il moro, reclamando libertà di scelta e autonomia, lottando con il padre perché lo accettasse. Per Otello, incapace di gestire le
emozioni, capitano coraggioso e leale, ma marito insicuro e geloso, forse lei era troppo, troppo bella e troppo ingenua, troppo sicura del suo amore e dell’amore di lui. Lui la uccide e poi mette fine alla sua stessa vita, per gelosia e per possesso, come i lui di oggi e come i lui di domani se non si educano le nuove generazioni.

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