Torna in scena, dal 13 al 18 gennaio, nella Scatola Magica del Teatro Strehler di Milano, 5 centimetri d’aria , con Lucia Marinsalta, dedicato alla tragica vicenda del sequestro di Cristina Mazzotti, a cinquant’anni dal fatto criminale che lo ispirò e a dieci dal debutto dello spettacolo. Il progetto, nato nell’ambito dell’Osservatorio sul presente, è stato realizzato dal Piccolo con l’Università degli Studi di Milano, corso di Sociologia della criminalità organizzata tenuto da Nando dalla Chiesa, che lo firma insieme a Marco Rampoldi.

Il testo rievoca la stagione italiana dei sequestri di giovani eredi di grandi famiglie imprenditoriali per mano della criminalità organizzata – grande risonanza ebbe la vicenda di Paul Getty III – che, a partire dal rapimento di Pietro Torielli jr, si concentrò particolarmente in Lombardia. È una lunga serie di violenze, di richieste di riscatti esorbitanti – utilizzati per finanziare il nascente traffico di stupefacenti – di condizioni di detenzione sempre più disumane, a mano a mano che Cosa Nostra si andava sostituendo alla ’ndrangheta, di ostaggi che spesso non tornarono a casa. 

Foto Laila Pozzo

Come accadde a “Cricri”, 18 anni appena compiuti, rapita la sera stessa in cui era uscita con il fidanzato e un’amica per festeggiare la maturità classica e la maggiore età. Tenuta prigioniera per 28 giorni in una buca, denutrita, con solo un tubo di plastica di cinque centimetri di diametro come presa d’aria, Cristina Mazzotti morì di stenti. I rapitori ne gettarono il corpo in una discarica il giorno prima di riscuotere l’ingente riscatto.

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