Puff, Bang, Push, ?!.: linguaggi fumettistici diventati celebri anche in tv grazie a Batman, il telefilm di fine anni ’60, andato in onda in tre serie con Adam West protagonista nei panni di Bruce Wayne.
Esattamente 60 anni fa, il 13 gennaio 1966, andava in onda il primo episodio di quella storica serie televisiva. Non in Italia, sia ben inteso, dove il telefilm arrivò solo nel 1981, recuperando comunque tutto il tempo perso negli anni precedenti a suon di repliche e di grandissimo successo. Celebre la sigla Batman Theme composta da Neal Hefti.

Quasi esclusivamente strumentale, il pezzo è costruito intorno a un riff di chitarra che ricorda le colonne sonore dei film di spionaggio e la musica surf. Il tema della canzone della serie fu citata e utilizzata come spunto da George Harrison per la base musicale di Taxman, canzone di apertura dell’album dei Beatles Revolver.
La trama è nota. Adam West nel ruolo di Batman e Burt Ward in quello del suo giovane aiutante Robin lottano contro il crimine difendendo Gotham City da un vasto assortimento di stravaganti supercattivi dai costumi sgargianti. La serie – rinunciando alle atmosfere cupe e tenebrose tipiche del personaggio dell’uomo pipistrello – è ricordata per il suo stile umoristico e Camp, il caratteristico tema musicale composto da Neal Hefti e le scazzottate a tempo di musica, nelle quali i colpi vengono enfatizzati con scritte onomatopeiche che avvicinano il telefilm a un fumetto animato; per la caratteristica Batmobile e per la sua morale volutamente ironica e semplicistica (rivolta a una vasta platea di bambini e adolescenti): è ad esempio rimarcata l’importanza di allacciare le cinture di sicurezza, fare i compiti, mangiare verdure e bere latte. E’ stata descritta dal produttore esecutivo William Dozier come l’unica situation comedy trasmessa senza risate di sottofondo).
La serie fu trasmessa dall’ABC dal 13 gennaio 1966 al 14 marzo 1968 per un totale di 120 episodi divisi in tre stagioni.
La particolarità è che ogni singola puntata da 25 minuti fa parte di una coppia di episodi uniti da un cliffhanger (tipicamente una situazione in cui Batman rischia la vita in una trappola mortale); questa struttura vale per tutta la prima e la seconda serie (94 episodi in totale), a eccezione di due avventure divise in 3 parti. Nella terza serie prevalgono invece gli episodi autoconclusivi e compaiono più trame tripartite. Ogni coppia di episodi è dedicata a un singolo supercriminale, mentre le avventure da tre episodi hanno come antagonisti vari cattivi riunitisi in un team up.
Dalla serie TV fu tratto nel 1966 il primo lungometraggio per il cinema del personaggio, Batman (Batman: The Movie).
Nei primi anni sessanta, la Ed Graham Productions ottenne i diritti televisivi per una riduzione sul piccolo schermo dei fumetti di Batman e pianificò una serie dedicata al pubblico adolescente da mandare in onda il sabato mattina sul canale CBS.
Il dirigente della ABC Yale Udoff, grande fan di Batman da bambino, contattò Harve Bennett e Edgar J. Scherick, altri dirigenti ABC, che erano anch’essi interessati alla produzione di una serie su Batman. Quando i negoziati tra CBS e Graham si arenarono, la DC Comics ricomprò velocemente i diritti e strinse un accordo con la ABC, che girò gli stessi alla 20th Century Fox per produrre la serie.
A sua volta, la 20th Century Fox affidò il progetto a William Dozier ed alla sua casa di produzione, la Greenway Productions. ABC e Fox si aspettavano un programma divertente per ragazzi ma abbastanza canonico, tuttavia, Dozier, che non aveva mai letto dei fumetti in vita sua, concluse, dopo diverse letture di fumetti di Batman per documentarsi, che l’unico modo di far funzionare lo show sarebbe stato quello di forzare i toni sull’assurdo e rendere il programma in uno stile comico e camp assimilabile alla pop art. Originariamente, lo scrittore di romanzi di spionaggio Eric Ambler avrebbe dovuto scrivere la sceneggiatura di un film per la televisione che avrebbe dovuto avere la funzione di lanciare la serie, ma egli rifiutò dopo aver letto dell’approccio comico che Dozier aveva intenzione di adottare.