Un naufrago galleggia su una zattera e ripercorre la propria esistenza. Ma non è solo la sua vita, è l’esperienza di tutti che si mescola con qualcosa di antico e sconosciuto.
“Il Dio dell’acqua” è lo spettacolo che inaugura la stagione 2026 del Teatro delle Donne, venerdì 16 e sabato 17 gennaio al Teatro Goldoni di Firenze.
Il Dio dell’acqua è il dio del tutto e noi in confronto valiamo meno di un fazzoletto di carta che si disfà nel mare. Mentre galleggia una brezza leggera sospinge il naufrago e lui cambia forma, muta, diventa vapore e vola in cielo per poi sprofondare negli abissi.

Il cielo e il mare si toccano ed entrano in contatto e quando il viaggio finisce vorremmo ripartire.
L’attrice Daniela Giovanetti, accompagnata dalle musiche di Amedeo Monda, ci svela una consapevolezza che guarisce: noi non siamo niente e non abbiamo bisogno di niente. Con la leggerezza di chi non è ancorato al terreno e non è condizionato dalla forza di gravità, il canto dell’anima diventa una preghiera che aiuta a scavare un tunnel nell’umida terra, verso un domani minaccioso.
Una moderna Odissea che riflette sulla nostra collocazione di esseri umani, coscienti di dover mettere un “punto e a capo” nella pagina della Storia. Una mano che deve farsi leggera, guidata dalla necessità di essere in sintonia con il mondo e di non opporsi a disegni più grandi di noi. Testo di Gianni Guardigli, regia di Alessandro Di Murro, direzione musicale di Enea Chisci.