È in scena fino al 25 gennaio al Teatro Leonardo di Milano Sinceramente bugiardi, di Alan Ayckbourn. Atto unico, durata 85 minuti. Ecco la recensione.

IL CAST
Max Pisu, Matteo Pisu, Valeria Lo Verso
e con la partecipazione di Roberta Petrozzi. Regia di Marco Rampoldi
LA TRAMA
Una giovane coppia, insieme da sole tre settimane, è già alle prese con le gelosie di lui e le bugie di lei. La ragazza, Ginny, riceve addirittura la proposta di matrimonio, ma tergiversa, anche perché si dice ancora turbata dalla fine delle precedenti numerose relazioni. Afferma di andare dai suoi genitori a pranzo, allora il fidanzato decide di farle una sorpresa e anticiparla all’indirizzo di destinazione dichiarato dalla ragazza. Lì trova una coppia sorpresa di riceverlo, il cui marito è convinto di essere cornuto. Quando il giovane racconta al padrone di casa che ha intenzione di sposare “lei”, il signore con quella “lei” non sta pensando a sua figlia bensì a sua moglie, da cui peraltro non ha figlie. A quanto pare il ragazzo non sta parlando con chi immagina di avere di fronte: una serie di fraintendimenti è alle porte…
LA MORALE
Basta una bugia per dare luogo a equivoci inimmaginabili, nonostante tutti siano sinceri. Siccome, però, ciascuno ha anche scheletri nell’armadio, talvolta anche la sbandierata sincerità è destinata a non manifestarsi più come unica qualità: volenti o nolenti, a una bugia ne susseguono sempre delle altre…
IL COMMENTO
Una bella commedia degli equivoci, di quelle che non si diventa matti a seguire e non vengono trascinate per le lunghe. Negli anni ‘70 la interpretò Gino Cervi, ora assume ancor di più un certo fascino perché conserva l’ambientazione in quel periodo, con tanto di colonne sonore dell’epoca. Due scenografie: la prima, quella con cui viene accolto il pubblico all’ingresso, riecheggia musicarelli e band anni ‘60. A questo si aggiunga una regia cinematografica e poetica allo stesso tempo. Si è inseriti una cornice affascinante, a cui i litigi tra le coppie e i presunti tradimenti fanno da contraltare spiazzando ogni volta. In effetti anche il pubblico, che sa di essere di fronte ad equivoci, continua a rimanere sorpreso, perché di scontato non c’è nulla in questa storia divertente, leggera e scorrevole. Il colpo di scena finale non manca.

IL TOP
Se c’è Max Pisu a teatro non ti poni nemmeno il dubbio sul valore della commedia: sai già che riderai moltissimo e ti rilasserai. Con il regista Marco Rampoldi ormai forma una coppia artistica consolidata, che va spesso alla ricerca di quei testi francesi o britannici (come nel caso di Sinceramente bugiardi) in grado di coinvolgere con un umorismo sottile, dove la differenza è nel modo di esprimere la battuta più che nel suo contenuto. Pisu unisce l’humor inglese al suo inconfondibile tono lombardo, come sempre con tempi comici formidabili. Se l’attore principale è in fenomeno, però, talvolta può rivelarsi complicato per chi lo affianca: non così per la bravissima Roberta Petrozzi, che emerge in tutta la sua mimica ironia, con un pizzico di femminismo e di malizia insolite negli anni in cui uscì la commedia. La Petrozzi, c’è fedele al testo, oggi sembra restituire anche voce e azione a chi all’epoca avrebbe accettato silenziosamente qualunque bugia.
LA SORPRESA
I due ragazzi, Matteo Pisu e Valeria Lo Verso, sono assolutamente all’altezza del grande palcoscenico su cui si muovono bene: seguono i due attori più adulti, spalleggiando e mantenendo una certa comicità senza però voler esagerare. Fanno bene, perché così riescono anche a far esprimere la tenera ingenuità dell’uno e la sensualità dell’altra. Va detto che una commedia degli equivoci è quanto di più complicato vi sia da recitare: mentre il pubblico conosce la dinamica, il personaggio deve interpretare ogni scena secondo il suo punto di vista, che non coincide con nessuno di quello degli altri. Anche per questo, doppi meritati applausi ai giovani che superano perfettamente la prova con personalità.
Massimiliano Beneggi