Mercoledì 21 gennaio 2026, alle ore 19.30, debutta al Teatro Carignano di Torino Il lutto si addice ad Elettra, di Eugene O’Neill per la regia di Davide Livermore. Saranno in scena Paolo
Pierobon, Elisabetta Pozzi, Linda Gennari, Marco Foschi, Aldo Ottobrino, Carolina
Rapillo, Davide Niccolini. I costumi sono di Gianluca Falaschi, le musiche di Daniele
D’Angelo, le luci di Aldo Mantovani, la progettazione di trucco e parrucco di Bruna
Calvaresi con Barbara Petrolati. Regista assistente Mercedes Martini.


Lo spettacolo, prodotto dal Teatro Nazionale di Genova, resterà in scena per la stagione in
abbonamento dello Stabile di Torino fino a domenica 25 gennaio.
Uno dei capolavori assoluti della drammaturgia del Novecento, scritto da Eugene O’Neill nel
1931, questo testo è un affascinante e inquietante viaggio tra mito archetipico e moderna
psicoanalisi, tra dramma borghese e tragedia classica. L’opera torna in scena a distanza di
quasi trenta anni dal celebre allestimento di Luca Ronconi del 1997, che vedeva già nel cast
Elisabetta Pozzi nel ruolo di Lavinia, affidato in questo nuovo allestimento a Linda Gennari.

Foto Pitto

Dalle note di regia di Davide Livermore:


«L’operazione di O’Neill è stata geniale, fondare il teatro contemporaneo americano partendo dalla più grande trilogia della storia, che ancora ci parla di noi, in modo potente. Ci parla di eredità, di drammi e traumi familiari, anche a chi crede di non averne, siamo tutti coinvolti. Per me questo testo è l’affermazione della tragedia nella nostra epoca. La Tragedia non è qualcosa di immoto, “si muove” e si adatta in maniera plastica alla contemporaneità in cui viene riscritta (…) 2500 anni dopo, O’Neill non può non constatare che, nel permanere degli elementi tragici, la società è cambiata. Il senso collettivo oggi non è più rappresentato dalla polis, ma dall’individuo. Ciascuno deve illuminare personalmente la propria strada, essere tribunale di se stesso (…)

Nella tragedia di O’Neill la psicoanalisi freudiana si sostituisce alla presenza degli
dèi. E allora quel senso di giustizia assoluto, divino, cui tendeva il tribunale descritto da
Eschilo, viene sostituito dal cammino verso un senso di responsabilità personale, che deve
sorgere in ogni spettatore. Questa è la catarsi de Il lutto si addice ad Elettra: l’indignazione, il rigore morale, la coerenza e quindi il senso di azione che deve scaturire concretamente nella vita di ogni uomo… Pensiamo anche al coro, tanto potente nella tragedia classica: O’Neill prova a mantenerlo, ma non è più un coro che commenta, non è più la collettività che giudica moralmente gli eventi. Quel che resta, come spesso accade nella nostra società, è poco più che un chiacchiericcio (…) L’Ottocento della fine della guerra di Secessione, in cui è ambientato il dramma di O’Neill, perde i contorni e diventa storia amplificata e esasperata. Abbiamo tolto la caratterizzazione storica a favore di quella psicologica dei personaggi mettendo il fuoco, sulla storia, le parole e l’interpretazione degli attori per uno dei migliori cast che ho avuto nella mia vita. Fatto non solo di “nomi”, ma di nomi che calzano perfettamente ai personaggi.»

INFORMAZIONI

Orari degli spettacoli: mercoledì, giovedì, venerdì e sabato ore 19.30; domenica ore 16.
Prezzo dei biglietti: da € 12,00 (ridotto under 18) a € 39,00 (intero, primo settore di platea)
L’acquisto dei biglietti in prevendita prevede un costo di € 1 a biglietto.

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