E’ in scena fino al 1 febbraio, al Teatro San Babila di Milano, Benvenuti a Casa Morandi, di Marianna Morandi, Marco Morandi, Elisabetta Tulli e Pino Quartullo. Atto unico, durata 95 minuti. Ecco la recensione.

IL CAST
Marianna Morandi, Marco Morandi, Marcello Sindici. Regia di Pino Quartullo
LA TRAMA
Marta, la storica tata di casa Morandi è morta e deve essere svuotata la sua casa. A occuparsene saranno Marco e Marianna, la quale nel frattempo ha ricevuto in sogno proprio la tata che le ripete “Cerca ovunque”: un messaggio misterioso destinato a incuriosire più che a spaventare. Una volta arrivati nell’abitazione di Marta, i due fratelli scoprono che la donna aveva ricostruito la cameretta di quando erano piccoli, conservando giochi, vestiti e oggetti dell’epoca. Marco e Marianna iniziano a rovistare in quella cameretta, dove ogni cosa fa riaffiorare ricordi fra tenerezza infantile e adulta consapevolezza di cosa significassero parole e gesti vissuti in quegli anni. I due fratelli hanno sempre dovuto convivere con un cognome importante, nonché con la celebrità di due genitori intransigenti in fatto di arte e ancora oggi pieni di vitalità e voglia di stare sul palcoscenico. Le fidanzate e i fidanzati sono sempre state puntualmente messe in fuga dalla stessa Marta iper protettiva nei loro confronti. In una casa quasi magica, dove gli oggetti sembrano comparire all’improvviso da chissà dove, ci si confronta col passato tanto divertente e nostalgico per certi versi, quanto ormai superato. Durante il lungo sgombero, arrivano telefonate di papà Gianni e mamma Laura, ma anche dei figli: hanno tutti caratteri diversi, ma in fondo sono proprio questi i Morandi. Nel frattempo un addetto della ditta di traslochi si affeziona a Marianna, familiarizzando e sentendosi a proprio agio in quella abitazione in men che non si dica….
LA MORALE
Guardando al passato riscopriamo spesso il nostro lato più autentico ma anche le spiegazioni di tante realtà che viviamo nel presente. Sogni, speranze, paure, incertezze: quante cose vengono disattese e quante altre trovano conferma. A ciascuna di essere dobbiamo il rispetto per averci formato come siamo oggi.

IL COMMENTO
Uno spettacolo sorprendente, divertente, romantico. Un’ora e mezza piacevole con i due fratelli Morandi che, sin da piccoli, sono sempre visti come i figli di qualcuno di più importante. Non cercano pietismi in tal senso, anzi si dichiarano consapevoli della fortuna nel portare quel cognome, ma raccontano la stranezza di una vita che per tanti motivi non può essere stata vissuta da gente comune. Marco e Marianna piacciono perché, anche sul palcoscenico, confermano la loro ricerca di una normalità impossibile quando hai genitori come Gianni Morandi e Laura Efrikian. La narrazione non è intrisa di pura nostalgia, ma ispira il desiderio di spingersi verso un futuro di cui non bisogna avere paura. Un po’ figli e un po’ genitori, sempre fratelli: i due protagonisti alternano i ruoli nella quotidianità, confrontandosi con differenze generazionali e coinvolgendo il pubblico.
IL TOP
C’è ironia e soprattutto c’è molta complicità in questo spettacolo, dove Casa Morandi accoglie tutti indistintamente. Il talento prettamente musicale di Marco e quello teatrale di Marianna si intersecano in uno show riuscitissimo, dove entrambi si esprimono alla perfezione sia nel canto che nella recitazione. Non si cerca a tutti i costi il messaggio filosofico impegnato, eppure la morale arriva prima proprio per la costruzione narrativa semplice, chiara e diretta. Bravissimi a esibirsi e a fare entrare in un clima familiare anche il pubblico. Commovente il ricordo della loro tata Marta, diventata poi tata dei figli; bellissimo il sincero rapporto fraterno tra i due, che spinge un’energia positiva verso chi li ascolta.
LA SORPRESA
Ci sono meno canzoni di quante se ne possano immaginare (tutte canzoni di Marco, mentre di papà Gianni solo una simpatica rivisitazione di Fatti mandare dalla mamma), ma si balla anche. Marcello Sindici è il divertente e coinvolgente operaio addetto allo sgombero, ex ballerino di Raffaella Carrà: il suo personaggio comico accelera il ritmo e sorprende la platea.
Massimiliano Beneggi