Dal 3 al 14 febbraio 2026, la Sala Tre del Teatro Franco Parenti di Milano ospita I corpi che non avremo, nuova produzione di Ensemble Teatro realizzata con il sostegno del MiC e di SIAE nell’ambito del programma “Per Chi Crea”. Lo spettacolo, scritto da Francesco Toscani (vincitore del Premio Riccione “Pier Vittorio Tondelli” 2025) e diretto da Andrea Piazza, mette in scena la profonda crisi di ancoraggio dell’individuo contemporaneo rispetto alla propria dimensione corporea, trasformando il palcoscenico nel campo di battaglia tra il sudore della carne reale e l’ascesa verso la perfezione immacolata del pixel.
La trama. L’azione si apre nel chiuso di un monolocale milanese, dove Mattia (Fabrizio Calfapietra), 33 anni, celebra il suo compleanno in una solitudine meticolosa. Davanti a una ciotola di latte e cereali, cantandosi da solo “Tanti auguri a te”, il protagonista si rifugia in un’esistenza fatta di notifiche e consumo ossessivo di social media e pornografia. È proprio durante questo rituale domestico, mentre la luce dei video satura lo spazio, che l’atmosfera si incrina: Mattia percepisce un movimento alle proprie spalle, un’ombra che abita la sua stessa stanza. È l’ingresso dell’Altro (Simone Tudda), una figura enigmatica — metà allucinazione e metà coscienza — che costringe il protagonista a rompere il guscio della propria reclusione per affrontare un duello visionario tra memoria e presente.

Dall’appartamento metropolitano, lo spettacolo scivola a ritroso verso un campetto di provincia, riportando Mattia al momento in cui, a soli nove anni, ha scoperto per la prima volta lo sguardo degli altri. È la ricostruzione di un trauma silenzioso, l’istante in cui la percezione del sé si è frantumata: quel momento in cui il suo corpo ha smesso di essere casa per diventare prigione. Da quel primo senso di inadeguatezza, la narrazione attraversa un’infanzia e un’adolescenza segnate dal confronto brutale con modelli “scolpiti e irraggiungibili”, trasformando la propria carne in un territorio estraneo e ostile.
Il percorso di Mattia culmina in una trasfigurazione radicale, una sorta di ascesi laica verso l’astrazione digitale. In un rituale di spoliazione fisica e simbolica, il protagonista cerca di liberarsi dalla “prigione che è il tempo” per farsi pura forma, pura luce. È un approdo paradossale dove l’individuo si annulla per ritrovare un senso di perfezione che la realtà biologica gli nega, marciando finalmente “nella luce e nel sempre”.
La regia di Andrea Piazza traduce questa tensione in un linguaggio multidisciplinare incentrato sulla prova fisica di Fabrizio Calfapietra, che dà voce e corpo all’isolamento del protagonista Mattia. Ad affiancarlo, nel ruolo emblematico dell’Altro, la presenza di Simone Tudda, in un intreccio che si fonde con video-installazioni capaci di simulare il flusso ipnotico dei social e della pornografia.
Sullo sfondo dello spettacolo emerge una tematica clinica e sociale di estrema attualità: il dismorfismo digitale. Lo spettacolo esplora come la costante esposizione a modelli estetici filtrati e irraggiungibili alteri radicalmente la percezione di sé, spingendo l’individuo a percepire come “difetti” insopportabili i segni naturali del proprio corpo. La parabola di Mattia diventa così il simbolo di una patologia contemporanea in cui l’algoritmo non si limita a servire contenuti, ma plasma attivamente la nostra identità, rendendo la carne reale un territorio di conflitto permanente rispetto all’ideale proposto dal mondo digitale.
Con questo debutto, il Teatro Franco Parenti rinnova la sua scommessa sui nuovi linguaggi, investendo sul percorso del regista trentenne Andrea Piazza. In questa stagione, il Parenti lo programma in tre diversi spettacoli: oltre a I corpi che non avremo, Piazza firmerà la prima assoluta di Il mio nome è Maria Stuarda con Marina Rocco e la ripresa di Parlami come la pioggia di Tennessee Williams con Francesco Sferrazza Papa e Valentina Picello, neovincitricedel premio della critica ANCT 2025 e Ubu come Miglior Attrice 2025.
ORARI
martedì 3 Febbraio – 20:15; mercoledì 4 Febbraio – 20:15; giovedì 5 Febbraio – 20:30; venerdì 6 Febbraio – 19:00; sabato 7 Febbraio – 19:00; domenica 8 Febbraio – 16:30; martedì 10 Febbraio – 20:15; mercoledì 11 Febbraio – 20:15;giovedì 12 Febbraio – 20:30;venerdì 13 Febbraio – 19:00;sabato 14 Febbraio – 19:00
PREZZI
Intero 22€;
Under30 16€; convenzioni 17€