Una cavalcata densa di immagini, suoni e parole che parte a bordo di una 500 nei mitici anni sessanta e continua fino ai nostri giorni, raccontata con ironia da un testimone d’eccezione: Curzio Maltese (Milano, 30 marzo 1959 – Roma, 26 febbraio 2023). Antonio Catania – accompagnato dalla musica di Nicola Piovani eseguita in scena da Sergio Colicchio al pianoforte – è il protagonista di “Azzurro“, lo spettacolo scritto da Paola Ponti e diretto da Carmen Giardina, prodotto da Alessandro Longobardi per Viola Produzioni. In scena al Teatro Elfo Puccini di Milano dal 16 al 22 febbraio e al Teatro Rossetti di Trieste dal 24 al 26 febbraio.
La storia di “Azzurro” comincia con l’Italia del boom, un Paese ancora ingenuo e rivolto al futuro, dove “persino i poveri potevano essere felici”: il sabato alla Rinascente dove lavora la mamma commessa, il profumo di Mariangela Melato, i foulard di Carla Fracci e le vetrine di Giorgio Armani. Ma anche la fine dell’innocenza, il 12 dicembre 1969, con la bomba di piazza Fontana, la lotta di classe al parco Lambro, il liceo negli anni di piombo, e le risate degli anni ’70, con Beppe Viola, Dario Fo, i comici del Derby: “ridevamo come pazzi – ricorda Maltese – e poi con un pensoso e penoso senso di colpa passavamo alle cose serie, la politica, il giornalismo, la cultura ufficiale. Pensa che scemi.”

Dopo gli esordi nel giornalismo sportivo, Curzio Maltese arriva a Repubblica, dove inizia a scrivere di politica quando scoppia l’inchiesta Mani Pulite, seguita dalla discesa in campo di Berlusconi. Ma in “Azzurro” è l’uomo a parlare, ed è emozionante il racconto di un’infanzia senza padre, della scomparsa della sorella Cinzia, del grande amore per la moglie e il figlio, della gioia di poter seguire da vicino il lavoro di artisti geniali come Roman Polanski, Renzo Piano, Paolo Conte, Ken Loach e tanti altri. Una ricerca della bellezza che non può mai prescindere dall’allegria, e diventa salvifica nei momenti più difficili.
«Per la messa in scena ho creato una struttura composta da proiezioni video e musica – spiega Carmen Giardina – sempre al servizio dell’incalzare della storia e del protagonista, che di volta in volta tiene le fila e interpreta i vari personaggi in un moltiplicarsi di voci. E credo che nessun attore meglio di Antonio Catania possa interpretare la disincantata ironia dello sguardo di Maltese. Allo stesso modo la scrittura di Maltese si sposa alla perfezione con la musica del suo grande amico Nicola Piovani. Una presenza capace di creare un contrappunto perfetto al suo sguardo sulla vita, nei suoi aspetti divertenti come in quelli più toccanti, in cui tutti possiamo ritrovarci.»
L’allestimento si avvale del coordinamento artistico di Norma Martelli. Luci di Danilo Facco, costumi di Arabella Bettazzi. Elaborazione suonidi Lorenzo Gardena. Direttore di produzione Rosi Tranfaglia. Produzione Viola Produzioni – Centro di produzione teatrale.
