E’ in scena al Teatro di Litta di Milano, Gli uccelli di Aristofane fino al 15 marzo.

Una commedia che reimpagina il desiderio di evasione come gesto politico e poetico. Un viaggio attraverso cieli immaginari e utopie ribelli alla ricerca di un altrove possibile.

Il protagonista Spietaldo è un uomo anziano, deluso dalla propria vita, dalla città e dal patto razionale su cui si fonda il suo mondo. Il suo sogno di evasione non nasce da uno slancio utopico, ma da una frustrazione profondamente aderente al sistema che lo ha generato. Spietaldo non sogna una liberazione, ma un rovesciamento: da servo a padrone, da escluso a dominatore. Il suo desiderio di rivoluzione è, in realtà, un desiderio di scalata.

Una comunità fatta da giovani donne che incarnano la molteplicità ambigua e non lineare degli “uccelli” decide di accogliere Spietaldo e di offrirgli non un’alternativa, ma una giostra. Una sequenza rituale di eventi, travestita da ascesa trionfale, dove l’uomo potrà finalmente diventare tutto ciò che desidera in un intreccio di comicità e potenza evocativa: capo, profeta, re, dio.

Foto Del Pia

Ma è proprio portando fino all’estremo questa scalata che si disvela la sua natura illusoria. E allora, forse, può accadere la vera trasformazione.

Il pubblico è chiamato a partecipare a questo rito non come testimone, ma come corpo sensibile immerso in un processo. La rivelazione – se avviene – non è prescritta. Non è spiegata. Può accadere o meno. L’unico compito del teatro, forse, è predisporre il campo.

Gli Uccelli nasce come riscrittura della celebre commedia di Aristofane, partendo da una lettura che fin dall’inizio opera un gesto di spostamento strutturale: non ci interessa riprodurre l’impianto satirico dell’originale, né tantomeno attualizzarne il contenuto secondo logiche didascaliche. Ci interessa, piuttosto, utilizzare l’archetipo narrativo – due uomini in fuga dalla città che decidono di fondare un nuovo ordine tra gli uccelli – come base per una riflessione più ampia sul desiderio, sul potere e sulle possibilità (o impossibilità) di una reale trasformazione del sé e del mondo.

da martedì a sabato ore 20.30 – domenica ore 16.30

intero € 30,00 – convenzioni € 24,00 – ridotto Arcobaleno (per chi porta in cassa un oggetto arcobaleno) € 24,00 – Under 30 e Over 65 € 17,00 – Università € 17,00 – scuole di Teatro € 19,00 – scuole civiche Fondazione Milano, Piccolo Teatro, La Scala e Filodrammatici € 11,00 – Scuole MTM € 10,00 – ridotto DVA € 15,00 tagliando Esselunga di colore ROSS

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