Se Carlo Conti e Laura Pausini possono essere orgogliosi della loro conduzione del Festival di Sanremo 2026 è anche perché stanno riuscendo a intrattenere quasi da soli. Questa edizione di Sanremo, infatti, è praticamente priva di comici.
In realtà un Sanremo senza comici lo abbiamo auspicato per tanti anni, reclamando la centralità della musica in un festival di canzoni dove la satira prendeva ogni volta troppo il sopravvento, creando non poche polemiche. Anche in nome di questo (ma il problema per qualcuno era più ideologico) in molti avevano esultato per la rinuncia di Andrea Pucci all’invito di Carlo Conti. Il problema è che ufficialmente i comici sarebbero presenti anche in questa edizione, ma quasi non si notano tanto sono lenti e inspidi. Fa eccezione Lillo, che nella serata di mercoledì ha sfornato numeri di ballo e di comicità surreale che gli sono assolutamente congeniali: peccato averlo avuto una sola sera. Inspiegabile invece la presenza costante in ogni sera di Vincenzo De Lucia.

Irritante, inquietante, sgraziato, incapace di fare ridere con qualunque imitazione faccia: sembra persino umiliante descriverlo come comico, ma questo è il ruolo che gli viene assegnato. Questo ragazzo che fa imitazioni di personaggi femminili è stato piazzato in tv dopo essere entrato nelle grazie di Maria De Filippi, che si era divertita tantissimo a vedere l’imitazione di se stessa, e non ce lo siamo più levati di torno. L’amicizia con la Toffanin ha accelerato i tempi fino a farcelo trovare sul palcoscenico dell’Ariston ogni sera nei panni di una Pausini che vuole rendere odiosa.
In sala non ride davvero nessuno: nemmeno le prime file di autorità e personaggi Rai si divertono. Una volta Sanremo era Benigni, Teocoli, Pozzetto, Grillo, Il Trio: ci si spanciava davvero dalle risate. Ora siamo finiti a De Lucia: straordinariamente capace di non essere mai nel contesto giusto. Eppure ce lo propinano tutti questo signore che ama travestirsi da donna con una comicità che non somiglia nemmeno lontanamente a quella dei maestri del Bagaglino (immaginatevi avere sul palcoscenico Pippo Franco o Martufello: altra categoria). Peccato, perché con Brenda Lodigiani, Valentina Barbieri e Giulia Vecchio, la Gialappa’s Band negli ultimi anni ha sfornato donne vere capaci di far ridere tantissimo e persino di ballare e cantare. Si poteva pescare da lì.
Con la Gialappa’s è formidabile anche Ubaldo Pantani, che invece Conti ha chiamato per fargli interpretare ciò che rappresenta ogni domenica da Fabio Fazio: l’imitazione di Lapo Elkann. È una delle sue più famose, eppure smette di divertire dopo un minuto, anche perché in fondo Lapo non è così interessante e nazionalpopolare come lo sono Giletti o Barbieri (di cui Pantani sa fare pregevoli caricature).
Così a Sanremo quest’anno si ride pochissimo: sui comici Conti ha toppato. Meno male che c’è Lillo: non si potrebbe richiamare anche per la serata finale?
Massimiliano Beneggi