Il DopoFestival 2026 di Nicola Savino non è un DopoFestival. Nell’edizione sanremese dedicata a Pippo Baudo, è persino antipatico dovere sottolineare come quell’omaggio non solo non sia stato tiepido ma abbian persino tradito l’obiettivo.

Se di per sé già lo show dell’Ariston è stato poco baudiano (nessuna star internazionale, un solo comico, troppe canzoni in gara in stile casomai aragozziniano), il DopoFestival condotto da Nicola Savino è stato persino uno dei più brutti mai visti.

Aurora Leone e Federico Basso i due comici chiamati ad alleggerire il programma nato nel 1992 con l’obiettivo di creare un processo alla serata del Festival appena terminata. In realtà le clip riassuntive di Aurora Leone non sono né divertenti né esaustive di ciò che accade sul palcoscenico, mentre Basso non ha il carisma per trascinare il pubblico con un humor troppo inglese. Il problema è che Savino si affida quasi totalmente a loro e il DopoFestival diventa un circo di presunta comicità e nient’altro. Nulla a che vedere con quelli di Baudo.

Va detto che le serate del Festival ormai da tradizione finiscono davvero tardi: diventa quindi impossibile pretendere la presenza di tutti i cantanti nel salotto di Nicola Savino. Chi arriva si sdraia sul divano assonnato non vedendo l’ora di andarsene: nel teatro del Casinò non ci sono nemmeno i giornalisti più importanti, quelli che fanno le domande più intriganti. Si butta piuttosto tutto in caciara, senza mezza polemica nemmeno quando vi sarebbe l’occasione, perché in fondo basterebbe poco a sottolineare come Fedez sia un non cantante che a Sanremo viene costantemente trattato da star o come Maria Antonietta e Colombre siano la brutta copia dei Coma_Cose. C’è invece un clima all’acqua di rose: si punta sulla comicità e non c’è mezzo discorso serio sul Festival. Nemmeno Savino fa nulla per riportare l’attenzione sulle canzoni e sulle esibizioni.

Fare un DopoFestival senza cattiverie e punzecchiature è inutile. Tanto vale eliminarlo. Chi ha amato questo programma sa che non era una tassa da pagare, ma il piacere di vedere scontrarsi Frankie Hi Energie con Tiromancino, Cutugno con Luzzatto Fegiz, Pupo con Baudo, D’Agostino con Parietti. SuperPippo non avrebbe mai consentito che venisse fatto un DopoFestival dove si fa tutto meno che discutere la gara appena terminata. Trascinare in questo modo a notte fonda un programma storico solo perché andava fatto, non è ammissibile.

Massimiliano Beneggi

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