Se ne va Enrica Bonaccorti. Purtroppo questa mattina una delle signore più amate della tv italiana si è spenta a 75 anni.

Se ne va una donna libera, coraggiosa, battagliera. Le battaglie di Enrica Bonaccorti rischiano di diventare più famose della sua carriera, costellata di successi e grandi soddisfazioni, con un modo garbato è simpatico di condurre: d’altra parte, quelle battaglie hanno cambiato in gran parte la nostra società.

La prima, la più forte, risale al 1987. Enrica conduce Pronto chi gioca? quando a un certo punto chiama al suo fianco Giancarlo Magalli (autore del programma) per fare un annuncio emozionante: “Tra pochi mesi se tutto andrà bene avrò un bambino”. Purtroppo la gravidanza non andrà bene, ma a rendere ancora più spiacevole la situazione ci pensa la Rai, che allontana Enrica Bonaccorti, rea di avere fatto un uso privatistico della tv pubblica raccontando qualcosa di così personale. Enrica, già in predicato di condurre Domenica In nella stagione successiva, finisce a Canale 5 al timone de La giostra.

1991: a Non è la Rai una concorrente risponde in modo corretto al quiz del Cruciverbone. Enrica, però, si insospettisce: sul cruciverba non c’è alcuna lettera che possa aiutare la concorrente. Come può sapere alla cieca una parola di 7 lettere (peraltro nemmeno troppo comune, come Eternit)? Enrica in diretta tv se la prende con la concorrente e con gli autori, perché è evidente che qualcuno abbia suggerito la risposta corretta: “Chi sei tu, parente o amica di qualcuno?”, domanda gettando nel gelo tutto lo studio. In tribunale, la concorrente sarà assolta con la giustificazione di avere avuto una predizione, ma la battaglia di Enrica contro una clamorosa ingiustizia resterà nella storia.

Le battaglie per i diritti delle donne, quella finale contro la malattia: Enrica Bonaccorti non si è mai tirata indietro. E non ha mai perso. Nemmeno ora che la malattia sembra aver vinto: ci ricorderemo di lei per il suo sorriso e i programmi bellissimi che ha fatto in tv, quindi ha comunque vinto lei. A suo modo immortale.

Massimiliano Beneggi