Paola Turci, da 30 anni regina del pop-indie. Testo, commento e video di “L’ultimo ostacolo”

La crisi sembra insuperabile, le difficoltà insormontabili, la poesia appare come svanita. Quello che, in realtà, viene meno, è solo la consapevolezza che nulla potrà mai essere uguale a se stesso e che ci sarà sempre un’alternanza di situazioni piacevoli con altre più scomode ma, con la complicità, la serenità non mancherà mai. E tutto si rinnoverà per evitare abitudini e delusioni. È questo il senso del singolo L’ultimo ostacolo, che preannuncia il nuovo lavoro di Paola Turci, quest’anno in gara a Sanremo proprio con questo brano. Una sorta di Comunque vada Panta Rei tradotto in una relazione dove la persona più matura depone l’ascia di guerra e chiedendo un abbraccio capisce che non è finita.

È bello anche cadere insieme per poi rialzarsi con ancora più unità. Non è l’ora dei saluti, bisogna smettere con i toni che guardano al passato come se solo lì albergasse il meglio della vita: di ostacoli ce ne sono tanti e noi possiamo essere come quelle fiamme nel vento, che sembrano sempre pronte a cadere agli occhi di altri ma che invece stanno sempre in piedi sicure di poter mantenere l’equilibrio. Certo, alcuni particolari saranno sbiaditi, ma ogni storia é un libro da scrivere giorno dopo giorno in tutte le sue bellissime pagine. Sempre positiva dunque Paola Turci, che il 13 maggio debutterà agli Arcimboldi di Milano per poi proseguire a Torino prima del tour nelle piazze italiane e quindi di nuovo nei teatri da settembre.

Una vera cantautrice che da trent’anni porta in giro quel pop-indie ora tornato molto di moda, e che piace sempre per la sua cantabilitá. Paola è la vera regina di questo genere che funziona anche se nessuno ora le riconosce la maternità. Ecco qui sotto video e testo di L’ultimo ostacolo, che sta spopolando anche nelle radio e fa parte appunto del nuovo album Viva da morire. E lei, sempre impegnata nel sociale e vicina a temi impegnativi che affronta sempre con un contagioso sorriso, è davvero più viva che mai.

Massimiliano Beneggi

Fermati
Che non è l’ora dei saluti
Vieni qui
E abbracciami per due minuti
Guardaci
Da fuori siamo la fotografia del giorno di un mio compleanno
Ricordo quando tu mi hai detto
“Non aver paura di tremare”
Che siamo fiamme in mezzo al vento
Fragili ma sempre in verticale
Magari no, non è l’ultimo ostacolo
Ma è bellissimo pensare di cadere insieme
Piove però siamo fuori pericolo
Riusciremo a respirare
Nel diluvio universale
Vetri che
Si appannano dal nostro lato
Scriverci
Parole grandi con un dito
Lettere
Che sbiadiranno solo per metà
Ma che riscriveremo ancora
Che siamo fiamme in mezzo al vento
Fragili ma sempre in verticale
Magari no, non è l’ultimo ostacolo
Ma è bellissimo pensare di cadere insieme
Piove però siamo fuori pericolo
Riusciremo a respirare
Nel diluvio universale
E cambieremo mille volte forma e lineamenti
Per non sentire l’abitudine
Ci saranno appuntamenti
Che sarai obbligato a perdere
E ci impegneremo a stare meglio
Quando far di meglio non si può
Magari no, non è l’ultimo ostacolo
Piove però siamo fuori pericolo
Riusciremo a respirare
Nel diluvio universale
Ci vedranno attraversare
Nel diluvio universale

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