La partecipazione di Angelina Mango a Sanremo 2024 probabilmente era la più scontata, almeno quanto attesa. Se Amadeus non avesse pronunciato al Tg1 il suo nome tra i 27 Big, si sarebbero certamente elevate fior di proteste sul web: roba che Jalisse scansatevi. Ora che la presenza di Angelina Mango sul palco dell’Ariston è ufficiale, però, il percorso diventa molto meno scontato. Ecco perché.

Angelina Mango è chiamata da una duplice sfida. Anzitutto, fare bene al Festival di Sanremo 2024, dove arriva tra i favori dei pronostici per piazzarsi sul podio, e questo non è proprio un gran segno. Almeno secondo la cabala degli ultimi anni. Sono finiti ormai da un decennio i tempi in cui chi emergeva da Amici o X Factor riscontrava immediatamente l’affetto dei suoi fan superiore a qualunque altro spettatore del Festival.

Era successo con Marco Carta, Valerio Scanu, Emma Marrone, Marco Mengoni nel giro di cinque anni: quanto bastava per farla diventare una regola. Fuori da questo gruppo i Maneskin, emersi sì da un talent ma vincenti al Festival anni dopo, quando già il fenomeno si era concretizzato (anche se non ancora ai livelli internazionali ottenuti in seguito). C’è anche un’altra lista di chi ha fatto bene a Sanremo, pur senza mai vincere, emergendo in seguito alla partecipazione ai talent. Anche qui la lista è più che mai interessante e confortante: Annalisa, Francesca Michielin, Noemi, The Kolors, Irama, Elodie, Sangiovanni, Michele Bravi.

Attenzione, però, ai tanti nomi accreditati come favoriti alla vigilia e poi divenuti delusioni incredibili come Sergio Silvestre, Anastasio, Giordana Angi, Alberto Urso, Alessio Bernabei, Alice Paba, Federica Carta, Briga, Riki, Gaia, Olly, Aka7Even.

Foto da Instagram

Tutti annunciati come favoriti, per il solo fatto di essere stati lanciati dai talent: come se il processo di vittoria fosse automatico. Una regola inesistente che si è ritorta contro a tutti questi cantanti, con cui Sanremo non è stato affatto tenero. Dopo la debacle del Festival, infatti, per ciascuno di loro occorre fare ricerche autonomamente su Google per scoprire i loro ultimi progetti musicali. Le radio non li hanno molto aiutati.

Dunque Angelina Mango deve fare scongiuri affinché il suo nome non compaia troppo insistentemente tra quello dei favoriti. Anche se la sua storia sembrerebbe già più simile a quella dei cantanti del primo gruppo (Annalisa & co).

Il successo estivo di Ci pensiamo domani bastava già a identificarla come un’icona della musica pop contemporanea, ma dopo Che t’o dico a fa’ tutte le possibilità si sono già trasformate in certezze. Il pubblico pende dalle sue labbra, perché Angelina non è solo brava a interpretare delle canzoni orecchiabili e dai significati tutt’altro che banali (che si scrive da sola). Angelina Mango è carismatica, grintosa, decisa, cazzuta. Insomma ha tutte le qualità per essere un’icona della musica nel futuro, in un modo che al momento forse non riusciamo nemmeno a immaginare.

La sfida per lei è doppia: c’è ovviamente anche il fattore familiare ed emotivo, che non la abbandonerà mai nonostante col suo talento abbia ormai fugato definitamente ogni dubbio di essere lì in virtù delle sue origini. Angelina Mango, però, sarà comunque e sempre la figlia di Pino Mango e Laura Valente. Fare bene a Sanremo vorrebbe dire mettere a zittire una volta per tutte quelle voci di cui sono vittime i figli d’arte. Vorrebbe dire continuare a vivere di luce propria, come del resto già sta facendo, ma a questo punto per una platea molto più ampia dei seguaci di Amici.

La sfida diventa ancora più complicata se si pensa al precedente di un figlio d’arte i cui genitori parteciparono entrambi al Festival precedentemente (Giacomo Celentano nel 2002, imbarazzante solo a pensarci) e alla storia della famiglia Mango a Sanremo. Se infatti Angelina può arrivare tra i favori dei pronostici, non era mai così per suo padre, quasi sempre posizionato in fondo alla classifica e abbastanza snobbato dalla critica. Non ce ne voglia chi poi ha esaltato le qualità di Pino Mango solo una volta divenute postume, però va detto che il cantautore fu ingiustamente bistrattato da tutti per molti anni.

Dunque un bel Sanremo ‘24 per Angelina Mango servirebbe pure a vendicare la memoria del padre (snobbato anche negli anni a venire dal Festival nelle serate dei duetti), ma anche a dare un’importanza alla madre. Laura Valente partecipò a Sanremo nel 1993: fece molto bene con i Matia Bazar (Dedicato a te), tuttavia non era facile essere la prima voce femminile del gruppo dopo quella storica di Antonella Ruggiero. Ad accompagnare quella partecipazione, quindi, furono tanti paragoni e confronti che nessun’altra dopo ha mai dovuto subire. E forse lei era proprio quella che in tutta franchezza meno li meritava.

Insomma Angelina Mango partecipa a Sanremo 2024 per se stessa e per la sua carriera. Ma, facendo bene, avrà senza dubbio modo di vendicare tanti altri, in una doppia sfida che da una parte la responsabilizza, dall’altra la rende già una numero uno alla sua giovane età. Sul palco dell’Ariston, ritroverà Lorella Cuccarini che ha creduto sin dal primo istante nel suo talento ad Amici.

Massimiliano Beneggi

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