I Jalisse la prendono sportivamente. “27 No! Cadi dalla bici, ti sbucci il ginocchio, ti rialzi togliendo la polvere e riparti”, con queste parole e una foto che li ritrae sorridenti, Fabio Ricci e Alessandra Drusian (artisticamente noti come Jalisse) hanno commentato l’ennesima mancata partecipazione al Festival di Sanremo, dopo l’annuncio dei Big da parte di Amadeus.
Una storia che parte da molto lontano quella delle esclusioni dei Jalisse da Sanremo. Vincitori nel 1997, furono immediatamente boicottati (Gigi Vesigna fu uno dei primi testimoni a documentare la vicenda) affinché non vincessero l’Eurovision Song Contest dello stesso anno, quando tutti i media internazionali li davano per favoriti. Parliamo di altre epoche rispetto a quella che ha visto trionfare i Maneskin: nel 1997 la kermesse europea era considerata un carrozzone trash di scarso interesse, peraltro molto costoso da organizzare. La Rai, dunque, aveva i suoi motivi per volere evitare la vittoria che avrebbe costretto a una nuova organizzazione (dopo il flop del 1991) l’anno successivo.

Dal 1998 ad oggi, tutte le edizioni del Festival di Sanremo hanno visto il tentativo dei Jalisse di tornare a partecipare su quel palcoscenico che li vide vincitori a sorpresa con Fiumi di parole. Ogni anno, per 27 volte, sono stati rifiutati da qualunque direzione artistica che si sia succeduta (Maffucci, Baudo, Renis, Mazzi, Panariello, Morandi, Fazio, Conti, Amadeus). Gli ultimi rifiuti sono rimbalzati immediatamente sul web grazie allo sviluppo dei social, che allo stesso tempo ha fatto di questi “27 no consecutivi”, una specie di tormentone a metà tra il fenomeno mediatico e la barzelletta.
Sotto al post dei Jalisse di stamane, i commenti che si alternano sono di grande supporto: la maggior parte dei loro fan grida allo scandalo, suscitando senza mezze parole il sospetto per cui vi sia un complotto e alimentando polemiche contro Amadeus. Nelle altre pagine social, dove la mancata partecipazione è stata subito tramutata in notizia sin da ieri pomeriggio, vi sono però anche gli sfottò: “Una poltrona per due versione italiana. Appuntamento fisso”, commenta qualcuno. Oppure “Ma per questi esiste solo Sanremo?”, “Dai che la n.28 è vicina, non mollate”. C’è anche chi ironizza, con un sostegno che tutto sommato lascia spazio al sorriso: “Fiumi di esclusioni”, “Fiumi di brutte parole”. Anche Fiorello a Viva Rai2! stamattina ha scherzato alludendo a un episodio fantasioso per cui i Jalisse avrebbero rigato l’automobile di Amadeus.
Tutto questo non fa che confermare quanto avevamo detto in un articolo dello scorso agosto (dove, va ammesso, non avevamo azzeccato più di quattro nomi tra i possibili Big di Sanremo 2024), in cui sconsigliavamo ai Jalisse di provare a partecipare all’ultimo Festival di Amadeus. La mancata partecipazione è infatti una mano santa per il duo, che sarebbe arrivata all’Ariston con la nomea di chi le aveva tentate tutte pur di tornare a gareggiare (compresa la partecipazione a reality). Per una platea web pronta a commentare sempre in modo astioso, non sarebbe passato il concetto di due artisti che da anni si impegnano a lavorare e che, la si metta come si vuole, nell’unica partecipazione a Sanremo hanno comunque sfornato un pezzo che ancora oggi ricordiamo a memoria. Non si sarebbe parlato abbastanza di professionisti che portano ancora avanti un modo di fare musica melodico, come nasce la canzone in Italia. No, per la maggior parte del pubblico, i Jalisse sarebbero stati a Sanremo 2024 quelli che avevano convinto per esasperazione Amadeus. Lo stesso direttore artistico che due anni fa, davanti alle polemiche degli esclusi, disse: “Consiglio di lavorare e lamentarsi meno”. E giù altre polemiche più o meno velate, fomentate dai social.
Nel 2022, i Jalisse avevano lamentato che a Sanremo ci fossero tanti personaggi social ma pochi cantanti. Quest’anno rispondono con un sorriso. Chissà, forse perché sanno di poter ritentare tra 12 mesi con un nuovo direttore artistico. Certo, ormai la sensazione che non vi sia una presa di posizione da parte di Amadeus trova poco spazio: in cinque edizioni di Sanremo ha avuto un totale di 133 canzoni in gara. Praticamente si potevano fare dieci Festival con un numero simile. I Jalisse sono stati perennemente esclusi e la cosa puzza molto anche agli utenti meno maliziosi dei social.
Tuttavia, i Jalisse non sono certo gli unici esclusi da anni. Si pensi anche a Giuseppe Povia, o ad Al Bano che ormai non prende parte alla gara dal 2017. Fare rumore, dunque, serve a poco: a meno che non si cerchi solo un po’ di popolarità attraverso qualche articolo che parli dell’esclusione. In quel caso va bene, ma non si dica più che si vuole partecipare a Sanremo per la musica: a quel punto è un fatto di visibilità, che arriva lo stesso se la si cerca. Inutile, però, rendersi persino noiosi con un’insistenza ai limiti della sopportabilità, che rende il progetto meno credibile: diventa un peccato per la propria carriera. Con 27 canzoni escluse, i Jalisse potrebbero comunque fare una compilation di brani mai arrivati a Sanremo: sono in molti a chiederlo sui social. Ci staranno pensando?
Massimiliano Beneggi