Il Don Carlo, ossia Prima della Scala 2023/2024 si è chiusa pochi minuti fa con tredici minuti di applausi. Non sono mancati tuttavia alcuni fischi rivolti alla regia di Lluis Pasqual, ritenuta da alcuni loggionisti troppo tradizionale.

Intercettati da Telelombardia all’uscita, il sindaco di Milano Beppe Sala e Liliana Segre si sono detti soddisfatti. Sala, appassionato di opere liriche, ha affermato: “È stato bellissimo, sopra le mie aspettative che già erano molto alte”. La senatrice a vita, per tutto lo spettacolo seduta al fianco di Ignazio La Russa e Beppe Sala, ha promosso a pieni voti lo spettacolo: “Mi è piaciuto tutto, anche le scene contestate”, ha detto salvando così anche la regia fischiata.

Segre, la cui postazione in teatro era stata motivo di polemica del sindaco contro La Russa nei giorni scorsi, poi aggiunto: Mattarella mi manca, è come un fratello per me”. Il presidente della Repubblica era infatti assente, così come il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
I maggiori applausi sono stati per il soprano Anna Netrebko, che interpretava Elisabetta I e che durante lo spettacolo è stata più volte interrotta da ovazioni che richiedevano bis. Con lei protagonisti anche Francesco Meli e Michele Pertusi (il meno applaudito dei tre è che recitava nel ruolo di Filippo II).
I tredici minuti di applausi finali sono un apprezzamento mediamente alto per il pubblico milanese (che negli ultimi anni ha spesso raggiunto tempistiche simili, contrariamente a una decina di anni fa quando arrivava generalmente a 8-9 minuti). Nel 2019 gli applausi raggiunsero i 16 minuti con la Tosca. Nel 2015 un record: gli applausi finali furono di 11 minuti, ma considerando tutta l’opera e le interruzioni arrivarono a 15 minuti.