È in scena fino al 14 gennaio al Teatro Arcimboldi di Milano, Peter Pan – Il Musical (Alveare Produzioni srl), tratto dal romanzo di J.M. Barrie. Ecco la recensione.

IL CAST

Leonardo Cecchi, Martha Rossi, Giò Di Tonno, Renato Converso, Raffaella Alterio, Laura Fiorini, Martina Attili, Gioacchino Inzirillo, Sara Portaro, Britney Kayle Badilla, Sofia Pavani, Manuel Primerano, Domiziano Toniolo, Lorenzo Tognocchi, Davide Najjar, Filippo Tampieri, Gian Maria Picciau. Regia di Maurizio Colombi

LA TRAMA

In una ricca famiglia londinese, tre bambini (due fratelli e la sorella più grande) giocano tutte le sere a interpretare i protagonisti delle Avventure di Peter Pan, di cui leggono il libro. Il padre, risoluto e concreto, si oppone a questo eccesso di fantasia della figlia maggiore, Wendy. Così ha deciso che sarà l’ultima notte in cui questa dormirà nella stanza dei bambini: ormai e grande e come tale deve comportarsi. Quella notte, mentre i genitori sono fuori, arriva nella camera dei bambini Peter Pan, quello vero. Sta cercando la sua ombra che ha perso proprio lì dentro. Ad aiutarlo a trovarla la fidata amica Campanellino, una fata dispettosa è permalosa. In poco tempo Peter Pan fa amicizia coi tre ragazzi, creando non poche gelosie da parte di Campanellino. Con il motto “Pensa a qualcosa di felice”, insegna loro a volare e li porta sull’Isola che non c’è. Lì troveranno il famigerato Capitan Uncino, nemico giurato di Peter Pan che lo ha sconfitto nell’ultimo duello, insieme alla sua ciurma e al nostromo Spugna; un gruppo di indiani pellerossa prima possibili avversari poi alleati; dei bambini sperduti in cerca di una mamma. Sull’Isola che non c’è (ma c’è) anche le battaglie sono dei modi di giocare senza tempo: non si cresce mai e ogni avventura impossibile altrove si concretizza grazie alla fantasia.

LA MORALE

Bello lasciarsi guidare dalle emozioni della creatività e dell’inesauribile immaginazione. Arriva poi un momento in cui, però, tutto questo ci sta stretto e abbiamo bisogno di responsabilizzarci rimanendo coi piedi per terra. Solo che, così, ci perdiamo la possibilità di leggere la realtà guardandola, inconsapevolmente, nella sua essenza. Ci perdiamo la possibilità di divertirci come si deve: non è un caso se la risata più contagiosa è quella dei piccoli. Jerry Lewis ammetteva che per il suo lavoro di comico provava a ragionare come un bambino. Chiamatela “sindrome di Peter Pan”, ma nel suo caso questa ha prodotto uno dei più grandi comici di sempre. Attenzione anche al ruolo dell’ombra: tutti abbiamo una proiezione del passato che ogni tanto prova a sfuggirci (e che lasciamo correre via). Il passato, però, continua ad appartenerci e dobbiamo fare riferimento anche a lui, persino quando si cresce. Peter Pan questo lo racconta molto bene.

IL COMMENTO

Peter Pan è una favola che non smetterà mai di rimanere attuale per tutto quello che sa rivelare ogni volta, a qualunque età la si ascolti. A fare la differenza sono anche le letture di interpretazione che danno le ormai innumerevoli versioni realizzate di questa storia. Qui Maurizio Colombi crea una magia teatrale che punta a far sognare, consentendo di vivere per due ore le stesse sensazioni dei numerosi bambini presenti in sala. Scenografie straordinarie ed effetti speciali formidabili fanno sentire più volte lo stupore anche del pubblico adulto che grida “Wow!”. Ci si diverte e si arriva a casa con la gioia nel cuore e la voglia di ritrovare il Peter Pan che abbiamo perso troppe volte, mentre forse i bambini non vedono l’ora di crescere come fa Wendy. A supporto della storia, tantissima musica: quella di Edoardo Bennato. Si mischia un po’ della sua discografia, che vanta un album dedicato a Peter Pan (L’isola che non c’è, Rock di Capitan Uncino, Sono solo canzonette) ma anche Viva la mamma, che torna utile in questo caso. Gli artisti in scena sono ballerini eccezionali, coordinati in coreografie coinvolgenti. Tante le donne nel ruolo di uomini: doppiamente brave. I testi comici, dovendo accontentare ogni fascia d’età, sono un tantino forzati in certi casi, specie nella seconda parte, ma gli applausi sono più che meritati.

IL TOP

Bravo e atletico Leonardo Cecchi (Peter Pan); meravigliosamente comico Renato Converso (Spugna) la cui esperienza è senza dubbio un valore aggiunto; da applausi Raffaella Alterio nel ruolo di Michael, il fratello avventuriero; divertente e attenta nel ruolo di Giglio Tigrato anche Martina Attili. Su tutti, però, brillano in particolare due personaggi. La Wendy della bravissima Martha Rossi, che dopo We will rock you conferma tutto il suo talento in canto, ballo e recitazione: il futuro dei musical è nelle sue mani. E poi il magistrale Capitan Uncino interpretato da Giò Di Tonno: passato, presente e futuro nella storia del musical. La sua possenza vocale la conosciamo tutti, così come la fisicità scenica. In Peter Pan, però, c’è anche quel tocco di comicità che non tutti immaginano. Il Rock del Capitan Uncino è senza dubbio il momento più esaltante è spettacolare.

LA SORPRESA

Peter Pan sembra che voli veramente, anche grazie alle piroette di Leonardo Cecchi. Gli effetti speciali sono davvero incredibili, con un bel gioco di alternanza tra video e palco, per consentire i cambi di scenografie (tutte spettacolari). Il trucco per vivere al meglio queste esperienze, a teatro, è in genere non pensare ci siano fili a tirare dall’alto gli attori: qui è tutto fatto talmente bene che nemmeno lo sforzo di cercare quei fili verrebbe accontentato. Strepitosa anche Nana, l’enorme cane baby sitter, dentro al chi costume non deve essere facile muoversi, ripetendo esattamente quell’atteggiamento tipico degli amici a quattro zampe.

Massimiliano Beneggi

VUOI LA TUA PUBBLICITA’ SU TEATROEMUSICANEWS?

Scrivici a teatroemusicanews@gmail.com e specifica nell’oggetto PUBBLICITA’ TMN