La festa Rai è appena cominciata: prepariamoci a un 2024 intenso in cui sentiremo ripetere fino alla nausea che l’azienda di viale Mazzini compie 70 anni. Probabilmente a dicembre saremo saturi di tanti revival che renderanno l’anno solare un Techetechetè ininterrotto. Per adesso, però, è tutto più che mai piacevole e curioso, anche per dare ragione della nostra cultura televisiva.

Non solo televisiva, però. Anche musicale. Quando si parla di Rai, è inevitabile pensare alle celebri sigle dei programmi storici: si va per forza all’indietro nel tempo coi ricordi, perché ormai da qualche decennio le sigle sono ormai (purtroppo) sostituite al massimo con dei brevissimi jingle.

Di tanto in tanto quindi in questa prima parte del 2024 ricorderemo le migliori sigle della storia Rai. Cominciamo oggi proprio da quelle che parlano esplicitamente del servizio pubblico.

Era il 1982 quando Renato Zero fu chiamato per fare parte del cast fisso di Fantastico 3. Sue quindi due sigle. A metà stagione, però, lasciò polemicamente il programma. Così la sigla finale (Soldi) fu sostituita da Carletto (dello stesso conduttore Corrado Mantoni). Quella più storica, però, era Viva la Rai, che apriva il segmento personale condotto da Renato Zero (intitolato appunto Fantastico Zero, giocando sui numeri che caratterizzavano ogni edizione del programma).

In quella canzone, Zero inneggiava alla Rai come la rete protettrice degli italiani. Ecco qui sotto il testo completo.

Viva la RAI
Ci fa crescere sani, viva la RAI
Viva la RAI
Quanti geni lavorano solo per noi
Viva la RAI
Con il suo impero
Dice la RAI
Soltanto il vero
Viva la RAI
Dimmi da quale parte stai

Viva la RAI
Se sarai buono il tuo Mazinga vedrai
Oppure no
Dipende dal funzionario RAI
Viva la RAI
Che cosa giusta
E con la RAI
E’ sempre festa
Viva la RAI
Coi capoccioni e gli operai

In Viale Mazzini
Ci giocano i bambini
Mentre tu, vivi grazie alla RAI TV
In fondo è la tua mamma
Ti allatta dall’antenna
Mamma RAI, non ti abbandona mai… se no guai!

Viva la RAI
Quante battaglie nei corridoi
Poveri noi
Se non si mettessero d’accordo alla RAI
Paghiamo allora questo abbonamento
Per mantenerli in salute e in sentimento
Perch é oramai
Questo cervello
Avràun padrone lo sai?

Viva la RAI
Viva la RAI

Viva la RAI
Con il suo impero
Dice la RAI
Soltanto il vero
Viva la RAI
Coi capoccioni e gli operai
Ay ay ay me gusta

Buonanotte!

E poi c’è un’altra sigla indimenticabile. Nel 1989 Toto Cutugno conduceva la trasmissione itinerante Piacere Raiuno.

La sigla, divenuta celebre, ripeteva proprio la frase del titolo. Quella che vogliamo ricordare qui, però, è quella meno famosa delle tre edizioni: C’è la Rai, ossia la canzone che apriva il programma nel 1991/1992.

Una canzone con cui si esaltava il ruolo di una Rai compagna quotidiana degli italiani. Qui sotto il testo completo:

Una bella giornata, sfiziosa e fortunata

Si vede dal mattino

Una doccia fatta in fretta, pane, burro e marmellata

Giornale e cappuccino

E intanto la corriera va (bum, bum, bum)

Nel cuore della tua città (bum, bum, bum)

La casalinga tutta sola, che a mezzogiorno accende la TV

(Perché, mamma?)

C’è la Rai, c’è la Rai, c’è la Rai

Che ti fa compagnia, se lo vuoi

Basta solo sorridere un po’

Proprio come in un film di Totò

Dai, c’è la Rai, c’è la Rai, c’è la Rai

Che ti toglie ogni giorno dai guai

E se metti un piatto in tavola in più

Faccio un tuffo ed esco dalla TV

Un buon giorno ai pensionati, ai bambini, agli ammalati

Ai cani abbandonati

Un buon giorno alla speranza, senza droga, né violenza

A quelli un po’ sfigati

E intanto la corriera va (bum, bum, bum)

C’è un tango nella tua città (bum, bum, bum)

Dagli uffici e dalla scuola, di corsa a casa accendi la TV

(Chi c’è, mammà?)

C’è la Rai, c’è la Rai, c’è la Rai

Che ti fa compagnia, se lo vuoi

Basta solo sorridere un po’

Proprio come in un film di Totò

Dai, c’è la Rai, c’è la Rai, c’è la Rai

Che ti toglie ogni giorno dai guai

E se metti un piatto in tavola in più

Faccio un tuffo ed esco dalla TV

Dai, c’è la Rai, c’è la Rai, c’è la Rai

Che ti fa compagnia, se lo vuoi

Basta solo sorridere un po’

Proprio come in un film di Totò

Dai, c’è la Rai, c’è la Rai, c’è la Rai

Che ti toglie ogni giorno dai guai

E se metti un piatto in tavola in più

Faccio un tuffo ed esco dalla TV

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