È cominciato ieri l’appuntamento quotidiano con PrimaFestival, che ogni sera fino a sabato terrà compagnia al pubblico di Raiuno per dieci minuti alle 20.35.
A condurlo sono Paola e Chiara, Mattia Stanga e Daniele Cabras. Questi ultimi due, provenienti dai social dove sono due fenomeni per le loro gag, confermano la vicinanza del marchio Sanremo ai più giovani. Il risultato, però, è pessimo. Ma non deludente: vediamo perché.

Difficile aspettarsi molto in tv da due personaggi abituati a farsi video da soli, e a registrarli chissà quante volte prima di arrivare alla pubblicazione degli stessi. Ecco, i limiti si vedono tutti: presi dalla necessità di essere rapidi e pronti, Stanga e Cabras non possono chiedere ai cantanti nulla più di “Come stai vivendo questo Festival?”, “Come nasce la canzone?”. Il pubblico di Raiuno si meriterebbe qualcosa di meglio.
La verità è che comunque PrimaFestival non è un programma fondamentale ai fini del racconto sanremese: serve a fare colore, quindi chiunque lo conduca va sempre bene. Non è una trasmissione che serve tanto a ricordare l’appuntamento del Festival (ormai lo sappiamo in tutte le salse che tra due giorni comincia), quanto piuttosto a completare l’atmosfera della carovana sanremese.
Ecco perché anche Paola e Chiara, comunque simpatiche e disinvolte, non possono fare molto più che due o tre interventi, con qualche risatina che le rende più oche che conduttrici.
PrimaFestival è un gran baccano, dove non arriva nemmeno una vera anticipazione che non si sappia già. È tutto un “Vedremo cosa ci aspetta in questo Sanremo 2024”, ma i contenuti sono scarsi. L’obiettivo è però, appunto, portare i giovani a guardare i loro idoli dei social, invitandoli così a seguire il Festival. Tutto sommato, visto che rimangono lì per dieci minuti scarsi, meglio sorbirci Stanga e Cabras con gag per nulla divertenti, piuttosto che la Ferragni tutta la sera.
Dunque PrimaFestival è parzialmente bocciato: è soltanto uno degli antipasti che ingolosiscono ma di cui si può fare a meno prima della scorpacciata seria, dove arriveremo fino al dolce e all’amaro pieni da non riuscire più ad alzarci da tavola.
Massimiliano Beneggi
