Per Carlo Conti a Sanremo 2025 sembra essere tutto pronto: TeatroeMusicaNews ve lo aveva già anticipato mesi fa quando, nella conferenza stampa dello Zecchino d’Oro, il conduttore toscano non era riuscito a nascondere la sua scaramanzia con una evidente toccatina alle parti basse sulla domanda specifica circa il prossimo Festival.
Ora, a conferma di quella sensazione, non c’è solo l’indiscrezione di Dagospia (che come si sa difficilmente sbaglia), ma anche il tempo trascorso nel frattempo e il no definitivo da parte di Amadeus alla sua presenza per il 2025. Anzi, l’imminente addio di Amadeus alla Rai darebbe a Conti la tranquillità di potere lavorare in completa serenità, senza lo spettro del ritorno del collega da un momento all’altro. Carlo Conti, infatti, vorrebbe avere un contratto almeno biennale: non tanto (e non solo) per pareggiare il conto con Amadeus a quota 5 edizioni, entrando di diritto nell’Olimpo dei più grandi conduttori Rai quale è lui ma, anzitutto, per costruire un progetto destinato ancora una volta a crescere. E magari ulteriormente rinnovabile.

Dunque, spazio a Carlo Conti che non riesce a nascondere troppo lo stato d’animo. Nelle interviste delle ultime settimane ribadisce che “Si vedrà” e che se fosse stato contattato dalla Rai per fare il prossimo Festival ma avesse rifiutato, non lo direbbe per rispetto di chi venisse scelto dopo di lui. Frecciatina ad Amadeus, che ha tenuto a specificare come la Rai gli abbia chiesto più volte di continuare ma lui abbia rinunciato per rispetto di Baudo e Bongiorno, anche loro a quota 5 Sanremo consecutivi.
Non deve però sentirsi una ruota di scorta Carlo Conti: a viale Mazzini sanno bene che se oggi Sanremo è tornato a vivere quella luce magica di un tempo, gran parte del merito è proprio di Conti, oltre che di Baglioni. Fu lui, nel 2015 a cominciare un ritorno al Festival della canzone a discapito dello show senza musica.
L’attesa della scelta di Amadeus era casomai un passaggio obbligato per la Rai, che non avrebbe mai potuto mandare a casa il recordman delle ultime edizioni. Ma, come sempre, nessuno è per sempre è così a un presentatore già incerto sulla prosecuzione dell’avventura al Festival sono stati posti paletti e ostacoli che hanno reso difficile il rapporto. Oggi sul Corriere della Sera, Renato Franco parla di pressioni politiche su Amadeus per avere Povia in gara all’ultimo Sanremo e di essere affiancato da Mogol nella direzione artistica. Pressioni che, evidentemente, non devono essere state troppo forti né convincenti visto che Amadeus ha fatto di testa sua. In ogni caso, sembrerebbe esserci il rischio che il rapporto prosegua con difficoltà, quindi tanto meglio chiudere per entrambe le parti.

Di possibili candidati alla conduzione ne abbiamo già sentiti diversi, ma nessuno convince quanto Conti. Il vero nodo non è la popolarità di chi prenderà il posto di Amadeus, ma come si comporterà il suo erede. Affidarsi a Cattelan vorrebbe dire mettere il Festival in mani troppo inesperte: con la guerra che si sta creando intorno ad Amadeus non conviene rischiare di doverlo rimpiangere. Per la Clerici o per la Venier sarebbe necessaria la presenza di un ulteriore direttore artistico e il binomio conduttore-direttore è senz’altro più pratico, evitando possibili dissidi a metà percorso (ricordate Baudo-Bonolis, accordo saltato a luglio 2005? O ancora Renis-Ventura, che nel 2004 litigavano in continuazione?). La Carlucci non avrebbe la spinta sufficiente per ricoprire un doppio ruolo così importante. Per arrivare a Bonolis o Scotti bisognerebbe bussare alle porte di Mediaset, rinunciando a una figura che la Rai ha già in casa: Carlo Conti appunto.
Tutto riporta a lui, il conduttore più baudiano dell’era moderna, che proprio come Baudo rappresenta la certezza per la Rai. Con Conti non mancheranno i Big: era così nel 2015, quando riportò in gara Nek, Raf e Irene Grandi dopo anni, facendo debuttare Il Volo e puntando su una Annalisa ancora a inizio carriera. Sarà così a maggior ragione dieci anni dopo, con un Festival che nel frattempo (grazie ad Amadeus, riconosciamolo) è cresciuto ancora di più, diventando appuntamento anche per i più giovani.
Conti non sarà un flop. Anche se dovesse fare meno ascolti, cosa peraltro fisiologica prima o poi, rispetto ad Amadeus, Carlo Conti farà bene. I dubbi sono sciolti: manca solo la firma, perché la Rai lo aveva già contattato in autunno per sondare il terreno. E settimana dopo settimana il buon Carlo si è convinto di potere rifare qualcosa di originale e di qualità: sul primo punto in particolare non sarà difficile, perché a Sanremo 2024 sul piano dello show ha davvero vinto…La noia! Attenzione anche a un altro dettaglio: in molti fanno il tifo per la conduzione di una donna. Carlo Conti potrebbe non deludere nemmeno chi spera in questa possibilità: secondo voci di corridoio starebbe già guardando a Loretta Goggi come partner insieme a un giovanissimo per non perdere il target che il Festival ha faticosamente recuperato. Sono solo voci, sospinte senz’altro dalla grande amicizia e stima reciproca tra i due, che per quanto importante non giustifica la necessità di lavorare insieme su tutto. Però ci piace credere che qualcosa di vero ci sia.
Massimiliano Beneggi
