Marta Donà. L’avevamo già citata come protagonista, vera vincitrice del Festival di Sanremo 2023 (clicca qui per rileggere l’articolo) dove trionfò Marco Mengoni. In questi giorni si stanno accorgendo tutti della sua presenza, anche se con una connotazione negativa che oggettivamente non si merita. Alla faccia delle difese per le donne.

Ieri sera Striscia la notizia ha mandato in onda, infatti, una clip in cui l’inviato Pinuccio sosteneva di sapere già una settimana prima chi avrebbe vinto il Festival. Ospite di una tv locale, Pinuccio diceva che avrebbe vinto Olly perché, senza fare troppi giri di parole, sarebbe stato protetto dallo stesso management di Maneskin, Mengoni e Mango nei loro recenti anni vincenti. In definitiva: quattro successi negli ultimi cinque Festival.

Occorrerebbe però, insieme alla satira, anche un po’ più di onestà. Olly era già favorito alla vigilia del Festival, il suo trionfo non è stato completamente una sorpresa per il pubblico. Il cantante arrivava fresco di due successi recenti, tra cui Per due come noi in duetto con Angelina Mango che lo ha lanciato in vetta alle classifiche degli album più venduti negli ultimi mesi. La profezia di Pinuccio, con tutto il rispetto, l’avevano già fatta i bookmakers e anche su canali un po’ più importanti di una tv locale (che probabilmente è stata scelta apposta dall’inviato di Striscia perché qualora il pronostico fosse stato sbagliato, sarebbe rimasta nascosto ai più).

Marta Donà è una manager con quasi vent’anni di carriera alle spalle: cominciò come ufficio stampa per poi essere ingaggiata come agente da Mengoni nel 2011. Insieme vinsero il primo Festival nel 2013, replicando dieci anni dopo, quando Marta aveva già trionfato ventiquattro mesi prima con i Maneskin. Quindi, come detto, le vittorie con Angelina Mango e Olly. Nella scuderia di Marta Donà c’è anche Francesca Michielin (due volte seconda a Sanremo e quest’anno appena ventunesima).

Perché mettere in discussione la capacità di una manager solo perché vince?

Esattamente come accaduto per tanti anni con la Sugar di Caterina Caselli, anche Marta Donà sa puntare su cavalli vincenti. Chiunque segua con attenzione il Festival di Sanremo sa bene che, per una serie di dinamiche ed emozioni raccontate dai giorni della kermesse, il sabato mattina dopo le cover è difficile sbagliare il pronostico sul vincitore. Tutto sta nel capire chi voterà e quale sia la canzone che nell’interpretazione meglio sappia unire melodia e testo secondo le giurie. Pertanto, non sorprenderà se chi fa il manager di professione sappia riconoscere certi potenziali già mesi prima.

La differenza tra Marta Donà e altri manager, forse, è solo nel fatto che questi prendono chiunque nella loro scuderia. La Donà, invece, vuole solo quelli vincenti per poi valorizzarli. A onor del vero appare un merito, ma qualcuno lo mette in discussione.

Massimiliano Beneggi

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