Dal 21 gennaio al 29 marzo 2026 (recite mattutine infrasettimanali per le scuole e weekend aperto a tutti), torna Nel paese di Teatro a cura di Michele Dell’Utri. L’edizione 2026 dei Benvenuti al Piccolo!– sempre all’interno del progetto Il teatro tiene banco, realizzato grazie al sostegno di Fondazione Monte di Lombardia, – aprirà alle bambine e ai bambini delle scuole primarie e alle loro famiglie gli spazi, anche nascosti e solitamente inaccessibili al pubblico, del Teatro Strehler di Milano. Uno spettacolo itinerante e interattivo che, intrecciando la storia del Piccolo con La storia della bambola abbandonata di Strehler/Sastre/Brecht e i segreti del lavoro quotidiano degli abitanti del paese di Teatro, accompagna i più piccoli alla scoperta dei luoghi e delle storie con le quali, da sempre, si crea l’irripetibile magia del teatro.

Così Dell’Utri presenta Nel paese di Teatro:

A partire dalla suggestione di Paolo Grassi di un teatro come l’acqua per i pesci o come “la metro, le case, le scuole, i tribunali…” immaginiamo il teatro come un paese, un mondo, fatto da abitanti che ci lavorano o che ci passano ogni tanto. Un mondo aperto a tutte e tutti.

In questa edizione dei Benvenuti al Piccolo! Si intrecciano tre storie: quella del Piccolo Teatro di Milano, quella dei lavoratori del “paese di Teatro” e La storia della bambola abbandonata di Strehler/Sastre/Brecht.

Foto Cervone

Un’attrice accoglie il giovane pubblico mescolando le sue parole a quelle di Grassi e Strehler. La campanella squilla, la prima, la seconda, la terza volta. È ora di cominciare!

Il viaggio comincia in un luogo cangiante, quasi una stazione del tempo, in cui le orme del passato si materializzano sotto i piedi e davanti agli occhi dei bambini. Passato, presente e futuro coesistono. Le tracce di via Rovello, uno stagno con topi e rane, i costumi e le scene di una storia che, per essere raccontata, ha bisogno di un albero. Inizia il gioco.

Arriva un giardiniere, anzi no, un professore di disegno che dice di essere uno scenografo e che ci porta dentro il paese di Teatro…

un luogo di lavoro e di riposo, in cui sentirsi come a casa propria

un luogo che assomiglia ad una torta, o ad una fabbrica, o ad una città del Teatro. Un luogo che ha una grande piazza (platea) con un grande albero, in cui le persone si riuniscono a piangere, ridere o pensare insieme.

Una bambola è stata abbandonata da una fantomatica Despina (Così fan tutte), il pubblico la raccoglie e decide di prendersene cura. È rotta, bisogna aggiustarla. Bisogna andare al “pronto soccorso” e poi a farle un abito nuovo e poi sarà necessario proteggerla da chi vuole tenerla solo per sé.

Il gioco del teatro. Le parole prendono forma, le immagini trasformano spazi e persone, la trama della Bambola abbandonata ci muove lungo tutto il percorso, in cui la storia del Piccolo Teatro di Milano e gli esempi dei lavoratori teatrali si mescolano alle aperture fantastiche consentite dalla narrazione teatrale: lo scenografo insegnante, la cantante allieva capricciosa, l’attrezzista chirurgo, la chef costumista che trasforma Arlecchino nel mago dei sarti… e così via!

I linguaggi sono quelli del teatro: affabulazioni, canzoni, monologhi in versi, dialoghi in prosa, movimenti e giochi di prestigio.

Ed alla fine ci troveremo in un luogo diverso da quello in cui siamo entrati. Un posto (la scuola di teatro) dalle cui finestre ci affacceremo per guardare il mondo fuori. Come sembrerà? Sarà cambiato davvero? Saremo noi ad aver cambiato il nostro punto di vista?

Forse proprio questo si fa nel paese di Teatro: si inventano mondi per vedere meglio quello in cui viviamo. Si fanno magie e illusioni per aiutarci a capire meglio chi siamo e cosa vogliamo.

Forse proprio questo fa il Teatro: (pre)occuparsi delle cittadine e dei cittadini di oggi e di domani.

Piccole e piccoli abitanti che diventeranno, al termine dello spettacolo, i nuovi residenti del paese di Teatro… con tanto di carta personale a dimostrarlo!

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