Da qualche tempo si mormora di un possibile ritorno di Ok il prezzo è giusto in tv. Inizialmente se ne era interessata la Rai, che aveva quasi ufficializzato le quattro puntate in prima serata per gennaio 2026 con la conduzione in pectoris di Flavio Insinna. Il colpo di scena di fine novembre è stato l’ingresso di Mediaset nella trattativa, con l’azienda di Cologno Monzese pronta a riprendersi il game reso celebre da Italia Uno e Canale 5 tra gli anni ‘80 e gli anni ‘90. Subito le voci di corridoio hanno iniziato a dare per certa la presenza di Iva Zanicchi, che tornerebbe al timone del suo storico programma.

Non c’è ancora nulla di certo, se non il fatto che Ok il prezzo è giusto non andrà in onda su Mediaset prima della prossima stagione tv. Qualcuno mormora che a condurlo sarà Samira Lui, forte del successo riscosso in questi mesi a La ruota della fortuna. Forse sarebbe presto per bruciarla in una conduzione in solitaria, ma sarebbe sempre meglio rispetto ad avere la Zanicchi.
Il perché è molto semplice: con Iva, il programma non avrebbe slancio. Sarebbe già invecchiato in partenza, con la medesima conduttrice di allora che non potrebbe portare nulla di nuovo. In pratica non avrebbe nessun senso, a meno che non si voglia semplicemente assecondare la smania di ricordi di qualche boomer (sempre ammesso ci sia davvero per una trasmissione come Ok, cult sì ma anche con risvolti cringe).
Quando si parla di operazioni nostalgia bisogna andarci coi piedi di piombo: in questi anni l’unico vero ritorno di successo è stata La ruota della fortuna, tiepido riscontro per Sarabanda, maluccio La Corrida, malissimo Rischiatutto, Il pranzo è servito, Karaoke. Storia a parte per i successi di Mai dire Gol e Gialappashow, che vivono di un format inventato e rinnovato dai suoi stessi fautori, in grado di rinnovarsi continuamente. Se Gerry Scotti gode di tutto quel riscontro, il merito è da attribuirsi alla sua innata capacità di condurre un gioco dandogli nuova linfa e senza voler ripercorrere in tutto per tutto ciò che faceva Mike. Qualità che è venuta meno con i suoi colleghi conduttori dei sopracitati programmi, dove chiunque si muoveva talmente in punta da piedi da non avere il coraggio di dare personalità alle trasmissioni. Inoltre va detto che La Ruota ha mantenuto il suo appeal intatto praticamente fino alla fine con Mike, viceversa con tutti gli altri quiz avevamo sempre conservato il piacevole ricordo di un’epoca più che la nostalgia di un programma. Ok il prezzo è giusto rischierebbe di fare la stessa fine.
Ok rappresenta nel nostro immaginario il pubblico che si alza in piedi festante facendo la “ola” e che ripete “Cento, cento”, nonché i concorrenti che urlano le risposte come in un centro acustico. Al contrario della Ruota sarebbe impossibile dissociarlo dalla sua storica sigla (quella inconfondibile di Augusto Martelli), che forse rappresentava una delle cose più belle di quel programma a tratti un po’ trash. Insomma c’è il rischio che non ci sia una vera necessità di rivedere Ok: se proprio bisogna farlo, tanto vale provare a darle nuova vita, verificando come se la cava oggi con l’euro (il programma si fermò negli anni in cui circolava ancora la lira).
Mediaset ci pensi bene prima di cominciare questa avventura, Iva ci pensi ancora di più. Di fronte a un flop, sarebbe meglio starne fuori e potere dichiarare “Con me era un’altra storia”, anziché rovinare la propria immagine mettendo la firma su un esperimento dimenticabile. Anche di fronte al successo, Iva resterebbe comunque la padrona di casa storica esattamente come Mike lo è della Ruota. Non si lasci tentare dalla smania di apparire continuamente Iva, costringendoci a sentire barzellette più o meno volgari con cui ormai ha disegnato il proprio personaggio. La sua immagine oggi non corrisponde alla Zanicchi degli anni ‘90 (che manteneva un’eleganza più scrupolosa nei confronti del pubblico e che forse non avrebbe nemmeno possibile riproporre). Vogliamo la Zanicchi cantante, quella che ha una voce potente e impareggiabile in Italia (forse nel mondo) e che a un certo punto è stata sovrastata in popolarità proprio dalla ruota di Ok. Simpatica sì, ma prima di tutto cantante. In alcune ospitate la fanno risultare già fin troppo esuberante, quasi come se dovesse cercasse di diventare a ogni costo un meme dei social: quando si hanno numeri e carriera come lei, sarebbe meglio puntare su quelli anziché avere la presunzione di permettersi qualunque strascico.

Eppure sembra che Mediaset non voglia rinunciare alla storica presentatrice, magari anche in una co-conduzione appunto con Samira Lui. Il tempo ci dirà cosa accadrà, ma se è vero che per ogni cosa c’è il momento giusto, quello di Iva a Ok ormai sembra superato da un pezzo…
Massimiliano Beneggi