Sanremo Top si esaurisce nelle due settimane immediatamente successive al Festival della canzone italiana 2026. Meno male, viene da dire dopo averlo visto nelle puntate andate in scena il 7 e il 14 marzo non senza gaffe e scene pietose.
La caratteristica di Sanremo Top, programma inventato da Pippo Baudo negli anni ‘90, era quella di raccontare l’evoluzione del Festival attraverso le classifiche a distanza di un mese dalla kermesse, dimostrando il successo inarrestabile di certi pezzi nei risultati che contano.
Una scommessa che si poteva fare senza dubbi negli anni di Super Pippo, quando le canzoni resistevano per diverse settimane, e si sarebbe potuta tentare negli ultimi due anni di Amadeus e nell’edizione scorsa, con grandi Big che garantivano senza meno una continuità nelle classifiche Fimi (vendite) e EarOne (passaggi radiofonici). Quest’anno la sfida era ben più ardua, vista l’assenza dei cantanti di primo piano: così si è optato per non aspettare più di una settimana. Conti ha voluto a tutti i costi ripristinare il vecchio programma nell’anno in cui aveva dedicato l’edizione del Festival a Pippo: se già all’Ariston, però, si era visto uno show tutt’altro che baudiano, con Sanremo Top non è andata meglio. Vediamo perché.

Il vero Sanremo Top non prevedeva la presenza di tutti i cantanti in gara, ma solo di chi davvero dominava le classifiche. Conti non si è risparmiato e li ha chiamati tutti e 30, spalmandoli in due puntate. È evidente che se per qualcuno le soddisfazioni sono tante (in effetti, nonostante i numeri inferiori rispetto agli anni scorsi, la top ten delle Fimi vede solo brani sanremesi dopo due settimane) per qualcun altro il post Festival è tutt’altro che positivo.
Raf, Renga, Patty Pravo, Sattei, Eddie Brock sono solo alcuni della cui presenza non ci si è resi conto durante il Festival è che non sono stati recuperati dalle classifiche successive. Eppure Conti li presenta tutti con un entusiasmo e un’enfasi disarmanti, come se parlasse di successi indiscussi. Anzi, racconta addirittura bugie.
Quando parla di Serena Brancale, per esempio, non riesce a nascondere l’imbarazzo nel citare le sue posizioni di classifica decisamente poco soddisfacenti, ma precisa: “Ventiduesimo posto nelle Fimi, con le freccette in su (ossia un miglioramento rispetto alla precedente settimana, ndr) e trentesimo posto nella EarOne, sempre con le freccette in su”.

Eh no, come indica questa foto, le freccette sono clamorosamente in giù: la Brancale era tredicesima settimana scorsa nelle Fimi!
Perché raccontare bugie? Perché fare un Sanremo Top che diventa una ripetizione di tutti i brani ma non un vero Sanremo Top? Perché c’è questa paura a dover escludere chi sta facendo flop nelle vendite già dopo due settimane? Ne emerge uno show purtroppo umiliante, dove si evince la debolezza di questo ultimo Festival, il cui livello è stato senz’altro inferiore rispetto alle ultime edizioni.
Baudo non avrebbe mai fatto un Sanremo Top come questo, esattamente come non avrebbe mai permesso di arrivare alle due di notte con trenta brani in gara all’Ariston. Si aggiunga la presenza di un Nicola Savino incerto come sempre tra il ruolo di esperto, imitatore o comico: non gli riesce nessuno dei tre, ma ci crede fortemente e gli viene dato lo spazio per farlo. Il cavallo di battaglia è ironizzare sull’abbronzatura di Conti: lo fa almeno quattro volte in una serata. Fa ridere?
Gazzoli sbadiglia continuamente e non lo nasconde: bella presenza e sopratutto bella riconoscenza per essere stato coinvolto! Salva tutto solo Nino Frassica, sebbene pure lui inizi a stancare con le solite battute, a essere onesti. Esattamente come ha stufato quella abitudine di lanciare la pubblicità facendo finta di esercitare il countdown dei 60 secondi: faremmo a meno di quel siparietto, ma ormai tutti i programmi lo utilizzano…
E mentre Canale 5 manda in onda il concerto di Sal Da Vinci, contemporaneamente Raiuno invita di nuovo il vincitore del Festival facendogli fare una doppia esibizione: era già stato presente settimana scorsa, dovunque ti giri ritrovi il cantante napoletano ormai. Possibile non ci fosse altro modo per celebrare la forza della kermesse?
Spiace dirlo, ma così Sanremo Top conferma che il Festival ha toppato quasi tutto in quest’ultima edizione.
Massimiliano Beneggi