Il passaggio di Milo Infante a Mediaset è già stato molto più chiacchierato di quanto non si immaginassero gli stessi protagonisti della trattativa.
Non se l’aspettavano a Cologno Monzese, dove sapevano di avere puntato su un volto sempre più in ascesa del day time ma non ipotizzavano un tam tam mediatico di questo genere. Non se l’aspettavano in Rai, dove non immaginavano di avere avuto in casa, fino a poche settimane fa, il re Mida del pomeriggio. Non lo prevedeva, anche se lo sperava, lo stesso Infante, che sui social ha sapientemente alimentato il pathos intorno a questo passaggio su Rete 4, sentendosi un po’ il Funari della tv contemporanea.

Si sta dunque parlando da settimane di questo trasloco di Milo Infante a Mediaset, quasi con toni epocali. Forse eccessivi. Anche la notizia dell’indiscrezione che vorrebbe Monica Leofreddi al seguito dell’amico è stata enfatizzata oltremodo. E’ una non notizia che non sorprende (per un programma che si intitolerà Ore 11 anziché Ore 14 come in Rai è facilissimo ipotizzare anche lo stesso format e i medesimi ospiti fissi) e oltretutto delude. Leofreddi è probabilmente una delle opinioniste tuttologhe meno efficaci e carismatiche degli ultimi anni: è davvero una mossa vincente portarsela dietro dando l’immediata impressione di aver creato il solito circoletto?
Tutto questo chiacchierare intorno a Ore 11 può diventare un crocevia fondamentale e discutibile per Milo Infante. Se avrà successo rappresenterà il salto di qualità definitivo per un conduttore che a quel punto si trasformerebbe nel giornalista più richiesto e importante nel panorama televisivo. Se farà flop, sarà verosimilmente l’iceberg contro cui si scaglierà una carriera fatta di tanta gavetta e di una grande navigata negli oceani di squali. Occhio, perché fino a questo momento il giornalista è piaciuto per il suo arrivare in punta di piedi, ma l’atteggiamento prepotente e presuntuoso usato negli ultimi mesi può trasformare proprio Infante in uno squalo. Per usare un paragone calcistico: nei prossimi mesi Milo Infante potrebbe diventare Riky Kakà oppure Mario Balotelli.
Il rischio è altissimo, perché spesso le grandi attese finiscono con il diventare deludenti. Infante è una scommessa che Mediaset carica di responsabilità complesse. Il giornalista avrà infatti una prima serata settimanale su Canale 5, che sarà anticipata da un programma nel pomeriggio a fine agosto, in quell’orario che poi tornerà ad appartenere a Nuzzi. Inoltre condurrà appunto il quotidiano Ore 11, su Rete 4 (che ha già tentato due anni fa un programma di approfondimento a quell’ora con Panicucci e Poretti e si è rivelato un buco nell’acqua). Infante sa che non sarà la stessa cosa di quando lavorava in Rai: chi funziona alle 14 potrebbe non essere adatto tre ore prima, quando nel frattempo vanno già in onda successi consolidati come Forum e I fatti vostri.
Non resta che attendere l’inizio della nuova stagione televisiva per capire se quello di Infante sia stato un passaggio azzardato è troppo pubblicizzato o se sia stata una mossa vincente. Dalla sua parte c’è la recente storia di Mediaset: Berlinguer e Giusti rappresentano riusciti traslochi dalla Rai che lasciano ben sperare. Non c’è due senza tre?
Massimiliano Beneggi