E’ uscita oggi Kintsugi, la nuova canzone di Elisa.

IL SIGNIFICATO

Una donna si sente amata da una persona ma non da se stessa e così si chiude in casa tra i suoi pensieri che continuano a opprimerla, lasciandola isolata dal resto del mondo. La donna non vive più, perché vorrebbe incontrare gente ma teme si possa vedere sul suo viso il malessere interiore, con cui non riesce ad amare quanto vorrebbe e quanto meriterebbe la persona che le sta al fianco. Come fanno i giapponesi con la tecnica del kintsugi, con cui si riparano oggetti di ceramica rotti, anche la protagonista vorrebbe potere recuperare i cocci e ripartire da capo, perché il suo cuore non ha dimenticato la persona che ha sempre amato.

IL COMMENTO

Brano dal doppio volto: strofa pop, dal ritmo ballabile e decisamente fresco, ritornello più lento. Elisa non fa a meno del suo tono lagnoso e, in un brano che non sprizza certo di allegria, riesce ovviamente a inserirlo. Va riconosciuto, però, che la melodia racconta nel modo corretto ciò che le parole suggeriscono: nelle strofe, infatti, sembra di sentire il flusso di pensieri rincorrersi nella confusione mentale, per poi lasciare spazio a una riflessione più consapevole nell’inciso. Per finire l’estate, Elisa ci regala una bella canzone sulla depressione: evviva. Ha rispolverato una tecnica giapponese sconosciuta a mezzo mondo, che ora tutti cercheranno sui motori di ricerca; non c’è fantasia, come se la vocalità di Elisa si potesse esprimere solo con quelle lagne uguali a se stesse. Però il brano c’è: voto 7,5.

Massimiliano Beneggi

Ecco qui sotto video e testo di Kintsugi

Dio mio
rimando tutto quello che mi riguarda
sto facendo di tutto abbassando la guardia
tutto è fermo
tutto è in stallo
non so chi tra l’anima e il cervello

Vorrei essere come il cielo
e decidere che basta
colorarmi di rosso per andare ad una festa
e smettere di pensare, di pensare
stivaloni segnali del destino come fosse un tombino
allora sto sola con me

Timidamente guardi se si vede qualcosa sul tuo viso
ma quanto costa un secondo in paradiso

Tu, tu mi apri il cuore
sei un fiore tardivo come me
e ti sei fatto aspettare tra gli abissi di un fondale
lì tra tutto il tuo dolore
e mi chiedi, e mi chiedi
quanto è vero il mio amore
il mio amore

Non me ne sono accorta
ma ho fatto ancora l’alba
stavo solo cercando di premere pausa
non sai quanto ci rivedo nei Kintsugi
chissà se siamo fatti così
ora riesco ad evitarli
gli attacchi di panico
e allontano i pensieri
intrusivi al semaforo
forse dentro le abbiamo le cicatrici curate con l’oro
forse posso anche chiamarlo perdono
io da sola con me

Timidamente guardi se si vede qualcosa sul tuo viso
ma quanto costa un secondo in paradiso

Tu, tu mi apri il cuore
sei un fiore tardivo come me
e ti sei fatto aspettare tra gli abissi di un fondale
li tra tutto il tuo dolore
e mi chiedi, e mi chiedi
quanto è vero il mio amore
il mio amore…

Tu, tu mi apri il cuore
sei un fiore tardivo come me
e ti sei fatto aspettare tra gli abissi di un fondale
lì tra tutto il tuo dolore
e mi chiedi, e mi chiedi
quanto è vero il mio amore per te
il mio amore

Che non si dimentica
che non si dimentica
che non si dimentica, dimentica, dimentica
che non si dimentica
che non si dimentica, dimentica, dimentica

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