E’ in rotazione radiofonica Tutto, il nuovo singolo di Ultimo.

IL SIGNIFICATO

Può una persona che ha tutto finire per piangere e provare nostalgia di qualcosa? Forse sì, perché la questione difficile è proprio comprendere cosa sia quel “tutto”, in un mondo dove la vita altrui sembra sempre più interessante e ci ritroviamo a essere insoddisfatti nonostante i grandi traguardi raggiunti. Così il protagonista, pur orgoglioso dei suoi risultati, è nostalgico dei momenti passati con l’amico Paolo, magari su marciapiedi sporchi e diversi dai grandi palcoscenici che ora calca.

IL COMMENTO

Brano autobiografico di Ultimo che, al termine del memorabile concerto di quest’estate nella sua Roma, ha scritto di getto le sue emozioni. Raccogliendo tutto l’entusiasmo e l’adrenalina corrisposta col pubblico, Ultimo mette immediatamente in musica le sensazioni e ne emerge l’ennesima poesia. Il cantautore si conferma in stato di grazia: l’originalità melodica ormai non gli appartiene, ma giustamente cavalca ciò che funziona e non smette di emozionare. Parole semplici con cui è facile empatizzare, senza troppe complicate ed ermetiche metafore. Voto 8

Massimiliano Beneggi

Ecco qui sotto video e testo di Tutto.

Tutto
Tutto
Tutto

Io non sono bravo a fare quello che ride
Nelle foto di gruppo e nelle serate estive
Io non sono bravo, ma dovresti saperlo
Parlo solo col cielo, voglio volarci dentro
E ti parlo da un’ora, ma non uso parole
Ma un linguaggio che vola e che va dove vuole
Ma siediti accanto a me

Mi manca il prato, a piedi nudi
Suonare senza leggere spartiti
Mi manchi tu, però non te lo dico
Tu che cerchi me, mentre io cerco il vino
E mi manca quando mi mancava questo
Sedersi sopra un marciapiede lercio
E adesso tu, col tuo volto distrutto
Mi dici: “Piangi, proprio te che hai tutto?”

“Tutto”, che poi che cosa è tutto
Io non so cosa è “tutto”

Io non sono bravo a mostrare emozione
Nella vita non riesco a diventare canzone
Quando mi siedo al piano, è come se non fossi
Quello lì sul divano, quello di tutti i giorni
Perché scrivere è sacro, tu mi guardi negli occhi
Tu mi chiami per nome e vedi infiniti mondi
Ma siediti acconto a me

Mi manca Paolo e la cantina sotto
C’era Perfect Day ad un volume assurdo
Ci chiedevamo della vita al centro
Se era meglio o peggio, se era zero o cento
E mi manca il letto, il comodino accanto
Scrivevo: “Dio, vorrei un mio concerto
La gente sotto e la mia voce al centro”
E adesso qui c’è tutto, ma continua il freddo

Il freddo
Lo so che adesso puoi trovarlo assurdo
Ma io sento freddo anche se per te ho tutto
Tutto
Lo so che adesso puoi trovarlo assurdo
Ma io sento freddo anche se per te ho tutto